SARTRE TRA ETICA NORMATIVA ED ISTANZE SOCIALI

Le Nuove Indicazioni nazionali per l’insegnamento della Filosofia nei licei continuano a suscitare accese polemiche e stringenti confronti, che hanno evidenziato come spesso le prospettive teoriche e le strategie operative riflettono rappresentazioni della realtà contrastanti con la cultura dominante ed egemone. Infatti vittime sacrificali di tale “furia iconoclasta” ministeriale sono stati Filosofi del XX secolo che hanno coraggiosamente saputo prospettare la profondità critica della ricerca filosofica. Tra essi c’è il pensatore  francese J.P. Sartre. E di quest’ultimo vogliamo continuare ad illustrare una parte del suo profondo pensiero dedicato alla dimensione etica nella nostra vita quotidiana, ovvero l’esperienza etica nella sua oggettività, dando continuità a quanto analizzato nella nostra analisi precedente, facendo riferimento sempre all’apporto preziosissimo del defunto prof. Aniello Montano.

Secondo il Prof. Aniello Montano, uno dei maggiori studiosi italiani di Jean-Paul Sartre, l’etica di Sartre ha origine direttamente dalla concezione della libertà umana. Nei suoi saggi su Sartre (Il disincanto della modernità, Solitudine e solidarietà, Note sartriane per una morale), Montano insiste sul fatto che l’uomo non è un progetto divino. Egli esiste prima ancora di essere definito da qualsiasi concetto o essenza; pertanto,  all’inizio egli  non è nulla e sarà solo in seguito, con le proprie azioni e scelte, che si costruirà.   

Prof. Andrea Canonico

I punti essenziali dell’etica di Sartre secondo Montano

  1. La libertà è il fondamento dell’uomo

o   L’uomo non può sottrarsi alla responsabilità delle proprie scelte o decisioni, anzi deve trovare una propria identità, seguire i propri valori e dare un senso al proprio tempo.       

o   Non esistono principi universali, verità eterne, o leggi morali scritte nell’universo (da Dio e dalla natura) o dal corso degli eventi (la storia) che valgano per tutti e per sempre.   

o   Ogni individuo deve creare il proprio progetto di vita attraverso le proprie decisioni.

    Responsabilità totale

        Scegliendo per sé, l’uomo propone implicitamente un modello di umanità.

o   La vera libertà richiede di rispondere delle proprie azioni, ponendo dei limiti al proprio egoismo per tutelare la convivenza civile e il rispetto reciproco.

o   Poiché ogni scelta comporta il rischio di sbagliare e l’esclusione irreversibile di tutte le alternative, non possiamo appellarci a certezze assolute: siamo gli unici e totali responsabili del nostro destino.

      Dalla solitudine alla solidarietà

       Montano interpreta Sartre come un pensatore che supera l’individualismo.

Questo concetto filosofico si articola su tre pilastri principali:La solitudine della scelta: Ogni individuo è l’unico artefice del proprio destino. Non esistono regole assolute o scuse che possano sollevare l’uomo dalla responsabilità di decidere per se stesso. L’effetto domino: Le conseguenze delle nostre decisioni non si limitano alla nostra sfera privata, ma influenzano inevitabilmente la vita e i diritti delle persone che ci circondano. La reciprocità: La vera libertà non è fare egoisticamente tutto ciò che si vuole, ma garantire che il proprio agire rispetti e tuteli lo spazio “esistenziale”, la dignità e la libertà altrui.

Prof. Antonio Caruso

Da qui emerge un’etica della solidarietà e dell’impegno sociale.

       L’impegno (engagement)

        significa che il comportamento morale non si basa sull’applicazione cieca di norme universali e rigide. Al contrario, richiede di valutare ogni situazione nel suo contesto reale, usando il discernimento e la responsabilità.

.      Significa essere pienamente consapevoli di essere gli artefici del proprio destino.

           Di fronte a una violazione dei diritti o a una disuguaglianza, il silenzio o l’indifferenza finiscono     sempre per avvantaggiare chi detiene il potere e commette l’ingiustizia

Per Montano, l’etica di Sartre può essere sintetizzata così: L’uomo è libero, responsabile delle proprie scelte e chiamato a trasformare la propria libertà individuale in solidarietà e impegno verso gli altri. Per la qual cosa, le radici dell’agire sociale sono da collocare nel bisogno, nelle motivazioni concrete che spingono gli uomini a compiere le proprie azioni, spinti dalla struttura normativa della società, ovvero le istituzioni, i costumi e i valori: siamo agli inevitabili “vincoli” del campo sociale, che impongono condotte ben definite, tramite le quali realizzarsi nello stesso spazio interpersonale e interumano tutto. Per tale motivo, Sartre afferma che la “vera etica” sia quella che consente ad ogni uomo di “attuarsi” autenticamente rispetto a tutto ciò che si è originato dal passato. La vera etica ha come presupposto quello di liberare le nostre possibilità, contrariamente all’etica “normativa”, che le aliena: insomma, per Sartre, l’obiettivo della nuova etica  è quello di consentire ad ogni essere umano di concretizzare la propria libertà ed emancipazione in campo filosofico, pratico ed esistenziale.

QUADRELLE 14-GIUGNO-2026           

PROF. ANDREA CANONICO
PROF. ANTONIO CARUSO