Durante le verifiche lungo il Sele, nei territori di Capaccio Paestum ed Eboli, gli operatori hanno notato quattro persone impegnate a calare lunghe reti da un’imbarcazione, comportamento che ha subito insospettito le pattuglie impegnate nel monitoraggio dell’area protetta.

Le verifiche lungo il fiume Sele sono iniziate nel pomeriggio di ieri e sono andate avanti fino a notte inoltrata, coinvolgendo un tratto particolarmente delicato del fiume, all’interno della riserva integrale. Durante le attività di osservazione, gli operatori hanno notato quattro persone impegnate a calare lunghe reti da un’imbarcazione, comportamento che ha subito insospettito le pattuglie impegnate nel monitoraggio dell’area protetta .
Il controllo è scattato quando i quattro sono tornati verso riva: Carabinieri e guardie ambientali, con il supporto del Reparto Radiomobile, sono riusciti a fermarli in flagranza di reato. Per loro è scattata la denuncia per pesca di frodo in concorso e bracconaggio ittico, come previsto dalla normativa vigente . L’intervento ha portato al sequestro di un natante di circa quattro metri, 150 metri di reti illegali e oltre 40 chili di pesce, tra cefali, carpe, cavedani e carassi, sottratti al loro habitat in un’area dove la fauna è particolarmente tutelata .
Alle contestazioni penali si aggiungono diverse violazioni amministrative che potrebbero tradursi in sanzioni molto pesanti. L’azione, sostenuta dall’Ente Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro e dal presidente Antonio Cuomo, viene considerata un passo importante nella difesa dell’ecosistema fluviale e della biodiversità locale .
Anche Alfonso De Bartolomeis, presidente dell’Accademia Kronos di Salerno, ha espresso soddisfazione per il risultato, ricordando come episodi simili dimostrino quanto sia necessario mantenere alta l’attenzione contro il bracconaggio ittico, un fenomeno che continua a ripresentarsi nonostante i controlli e i divieti. Ha sottolineato che, accanto ai tanti pescatori rispettosi delle regole, c’è ancora chi tenta di appropriarsi della fauna selvatica ignorando limiti e periodi di tutela, un comportamento che richiede un impegno costante per essere contrastato .
L’operazione, frutto della collaborazione tra Carabinieri, guardie volontarie della riserva, Accademia Kronos e FIPSAS, manda un messaggio chiaro: la protezione dei fiumi e delle specie che li abitano passa da controlli continui e da una presenza costante sul territorio, unica strada per difendere un patrimonio naturale che appartiene a tutti

