Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale per la Campania della Corte dei conti, hanno notificato “inviti a fornire deduzioni” a quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie campane i quali, dopo essere stati collocati anticipatamente in quiescenza con attribuzione del relativo trattamento pensionistico, avrebbero continuato indebitamente a percepire – fino al termine del mandato – la retribuzione connessa all’incarico ricoperto.
La condotta in esame si porrebbe in violazione di quanto previsto dall’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95/2012, che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali o direttivi a soggetti già collocati in quiescenza, salvo che siano svolti a titolo gratuito.
Le indagini delegate dall’Autorità Giudiziaria contabile, relative al periodo 2022-2025, hanno consentito di ricostruire la posizione lavorativa e i compensi percepiti dai suddetti direttori generali dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico. In particolare, gli interessati sarebbero andati volontariamente in pensione prima della naturale scadenza del mandato, continuando tuttavia a cumulare il trattamento pensionistico con la retribuzione dirigenziale.
È emerso, inoltre, che gli stessi, pur avendo assunto all’atto della nomina l’impegno a comunicare tempestivamente ogni variazione della propria posizione, comprese eventuali cause di incompatibilità o inconferibilità, avrebbero omesso di segnalare il mutamento del proprio status alla Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Regione Campania.
Tre dei quattro direttori generali, inoltre, avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione in coincidenza con il collocamento in quiescenza, per poi riattribuirsela autonomamente – comprensiva degli arretrati maturati – alla scadenza del mandato, senza darne comunicazione alla competente Direzione generale regionale.
Alla luce degli elementi raccolti, i destinatari dei provvedimenti sono chiamati a rispondere, ciascuno per la quota di competenza, di un danno erariale quantificato complessivamente in 880.988 euro.
I provvedimenti, adottati ai sensi dell’art. 67 del Codice della giustizia contabile, assegnano agli interessati un termine di 45 giorni per la presentazione di memorie difensive ed eventuale documentazione. Entro lo stesso termine è garantito il diritto di accesso agli atti del fascicolo istruttorio, nonché la facoltà di richiedere un’audizione personale dinanzi al Pubblico Ministero contabile.

