Tra la tigre di carta, la tigre da circo e il lupo nascosto: chi ruggisce davvero?

A volte ci si chiede se sia meglio essere una tigre di carta o una tigre da circo. La prima fa scena finché non piove, la seconda obbedisce finché il domatore non cambia umore. Ma poi capita di scoprire che, sotto la carta velina della tigre di carta, si nasconde un lupo vero, uno di quelli che ulula quando nessuno gli dà retta e che pretende che il branco accorra anche quando è stato lui a infilarsi nella tana sbagliata.

È curioso osservare come certi felini d’oltreoceano, dopo aver acceso un fuoco convinti che tutti avrebbero applaudito, ora si lamentino perché nessuno è corso a spegnerlo. Eppure quel fuoco, acceso con una certa leggerezza e con qualche suggerimento interessato, ha finito per bruciare anche il vecchio continente, che ora si ritrova a dover scegliere se fare la tigre ammaestrata o se fingere di non sentire il richiamo del domatore.

Nel frattempo, la tigre di carta europea, che molti considerano fragile e pronta a disfarsi al primo soffio, mostra improvvisamente un’ombra diversa. Perché dietro quei colori pastello, dietro le pieghe ordinate, potrebbe esserci davvero un lupo che non ha voglia di farsi trascinare in spettacoli altrui. Un lupo che osserva la pista del circo con sospetto, chiedendosi perché dovrebbe saltare nel cerchio di fuoco acceso da altri.

E mentre il domatore batte il piede, convinto che tutti debbano seguirlo, il vecchio continente si domanda se sia più dignitoso ruggire piano o restare in silenzio. Perché quando qualcuno pretende aiuto dopo aver agito da solo, e per giunta lamentandosi che nessuno lo abbia sostenuto mentre attaccava chi non andava attaccato, la domanda diventa inevitabile: chi è davvero la tigre e chi è il lupo?

Forse la verità è che nessuno vuole più fare la tigre da circo. E forse la tigre di carta, quella che tutti davano per spacciata, ha finalmente deciso di mostrare i denti. Non per attaccare, ma per ricordare che non è obbligata a spegnere incendi che non ha appiccato. E che, se proprio deve scegliere un ruolo, preferisce essere un lupo libero piuttosto che un felino che salta al comando di qualcun altro.