Maestro di musica arrestato: accuse di violenza sessuale su allieve minorenni

A San Giorgio a Cremano (Na) cresce lo sconcerto dopo l’arresto di un maestro di musica di 66 anni, finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di alcune sue allieve minorenni. L’intervento degli agenti del Commissariato locale è stato attuato su disposizione della Procura di Napoli, al termine di un’attività investigativa definita dagli inquirenti complessa e particolarmente delicata.

Secondo quanto emerso, l’indagine avrebbe portato alla luce una serie di episodi che si sarebbero verificati all’interno della scuola in cui l’uomo impartiva lezioni individuali. Le presunte condotte contestate sarebbero avvenute in ambienti interni dell’istituto, durante momenti in cui il docente si trovava da solo con le giovani allieve. A rivelarsi decisive sono state le intercettazioni ambientali audio e video, che avrebbero permesso agli investigatori di documentare direttamente alcuni dei comportamenti attribuiti al 66enne, fino a coglierlo in flagranza di reato.

Il giudice per le indagini preliminari ha successivamente convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato la presunta reiterazione delle condotte e il coinvolgimento di più ragazze, alcune ancora minorenni. La scuola di musica risulta estranea a responsabilità dirette, mentre gli investigatori continuano a raccogliere testimonianze e ulteriori riscontri per definire con precisione la dinamica dei fatti.

La notizia ha profondamente colpito la comunità locale, dove il docente era conosciuto da anni per la sua attività nel settore musicale. Le autorità mantengono il massimo riserbo, anche in considerazione della delicatezza delle persone coinvolte e della necessità di tutelare le vittime. L’arresto si inserisce nel più ampio impegno della Procura di Napoli e delle forze dell’ordine nel contrasto ai reati contro i minori, ambito in cui negli ultimi mesi sono stati intensificati controlli e attività di prevenzione nei contesti educativi.

Il 66enne è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e dovrà rispondere delle accuse che gli vengono contestate nell’ambito del procedimento in corso.

Il soggetto coinvolto è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva, in applicazione del principio di non colpevolezza sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana. Le informazioni riportate rispondono al diritto di cronaca e al diritto costituzionale di informazione, nel rispetto dell’interesse pubblico e della tutela delle persone coinvolte.