Un 41enne s’invaghisce di una 16enne e la tormenta con attenzioni indesiderate: scatta il divieto di avvicinamento

(Foto di repertorio)

Tutto è iniziato con un’infatuazione improvvisa, una di quelle che annebbiano la lucidità e trasformano un’emozione distorta in un’ossessione. Un uomo di 41 anni, residente nel Beneventano, si è convinto che una ragazza di 16 anni potesse ricambiare il suo interesse, nonostante lei gli avesse fatto capire da subito di non volere alcun tipo di rapporto. Da quel momento, la vita della giovane è iniziato a cambiare, diventando un percorso a ostacoli fatto di ansia e continue intrusioni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo ha iniziato a manifestare comportamenti insistenti già da settembre 2025, cercando in ogni modo di avvicinarsi alla minorenne. La seguiva nei pressi della scuola, compariva vicino alla palestra, si faceva trovare nei luoghi che lei frequentava abitualmente. Ogni occasione diventava un pretesto per tentare un contatto, ignorando completamente il disagio e l’imbarazzo della ragazza. Le sue azioni, documentate attraverso testimonianze e contenuti multimediali, hanno generato nella vittima un forte stato d’ansia e il timore concreto per la propria sicurezza, tanto da costringerla a modificare le sue abitudini quotidiane.

Il quadro emerso dalle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura di Benevento, è stato definito grave e coerente. L’uomo, nonostante il rifiuto esplicito della giovane, ha continuato a cercarla con una costanza che ha superato ogni limite, trasformando la sua infatuazione in una vera e propria condotta persecutoria.

Di fronte a questa situazione, il giudice per le indagini preliminari ha disposto una misura cautelare severa: divieto di avvicinamento alla ragazza e ai luoghi da lei frequentati, obbligo di mantenere almeno 1000 metri di distanza e divieto di dimora nel comune di Benevento. Misure necessarie per restituire alla sedicenne un minimo di serenità e interrompere quella pressione continua che le stava rendendo la vita impossibile.

Come previsto dalla legge, l’uomo è presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva. Ma la vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema delicato: la vulnerabilità dei minori di fronte a comportamenti ossessivi da parte di adulti che non riconoscono confini né rifiuti. Una storia che mette in luce quanto sia fondamentale intervenire tempestivamente per proteggere chi non ha ancora gli strumenti per difendersi da solo.