Comunali Avellino – Campo largo: il PD detta la rotta, nessuna apertura all’area Nargi

La stagione politica avellinese entra nel vivo con il primo incontro del cosiddetto “campo largo”, ospitato nella sede provinciale del Partito Democratico in via Tagliamento. L’appuntamento, atteso da settimane, ha segnato l’avvio formale del percorso che dovrà condurre alla definizione della coalizione progressista e alla scelta del candidato che correrà per Palazzo di Città nella primavera prossima. A coordinare i lavori è stato Maurizio Petracca, capogruppo Dem in Consiglio regionale, che ha accolto i rappresentanti delle principali forze del centrosinistra.

Attorno al tavolo si sono seduti Enzo Alaia e Beniamino Palmieri per Casa Riformista, Vincenzo Ciampi per il Movimento 5 Stelle, Roberto Montefusco e Giancarlo Giordano per Sinistra Italiana e Luigi Tuccia per i Verdi. L’assenza più rumorosa è stata quella dell’area mastelliana, che poche ore prima aveva chiesto un’intesa politica uniforme in tutti i comuni campani al voto, condizione che ha di fatto congelato la loro partecipazione.

Non sono mancate tensioni legate alla mancata convocazione delle realtà civiche, decisione che ha suscitato qualche malumore. Petracca ha però chiarito che si è trattato di una scelta metodologica: la priorità era partire dal nucleo politico che aveva sostenuto la candidatura di Roberto Fico alle scorse regionali, assicurando che le associazioni e i gruppi civici saranno coinvolti nei prossimi passaggi.

Sul fronte delle candidature, il confronto resta aperto ma con un orientamento evidente: la coalizione guarda innanzitutto alla classe dirigente del Pd, pur non escludendo figure provenienti dal mondo civico. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza compaiono gli ex consiglieri comunali Nicola Giordano, Enza Ambrosone e Luca Cipriano. Interrogato sull’eventuale disponibilità di Walter Giordano, Petracca ha mantenuto un profilo prudente, ricordando che molte persone hanno manifestato interesse a partecipare al progetto e che la coalizione è aperta a chiunque abbia dimostrato negli anni vicinanza al centrosinistra. L’unico limite invalicabile resta l’esclusione del centrodestra e delle amministrazioni che ne hanno rappresentato la linea politica negli ultimi anni.

Molto più rigida, invece, la posizione nei confronti di “Siamo Avellino”, il gruppo che fa riferimento all’ex vicesindaca Laura Nargi. A chi chiedeva se fosse possibile un dialogo, Palmieri ha liquidato la questione con un secco: «Non credo», chiudendo di fatto ogni spiraglio.

Durante la riunione è emersa anche la volontà di coinvolgere Noi di Centro, formazione che negli ultimi mesi ha mantenuto una posizione oscillante tra autonomia e dialogo con le forze progressiste. Il prossimo incontro del tavolo è già stato programmato per la settimana successiva, segno che il percorso verso la costruzione della coalizione entrerà rapidamente in una fase più operativa.

Nel frattempo, il Partito Democratico si prepara a un passaggio interno cruciale: il congresso provinciale, in programma lunedì 16 marzo al Viva Hotel. L’appuntamento dovrebbe sancire l’elezione di Marco Santo Alaia come nuovo segretario, figura considerata capace di ricomporre le diverse anime del partito e di guidarlo nella delicata fase pre-elettorale.

Sul piano più ampio, osservatori politici locali sottolineano come il quadro avellinese si inserisca in una dinamica regionale più complessa. In diversi comuni campani, infatti, il centrosinistra sta tentando di replicare modelli di coalizione allargata, mentre il centrodestra appare alle prese con divisioni interne. La partita di Avellino, per peso simbolico e politico, è considerata una delle più significative della prossima tornata amministrativa, e il lavoro avviato in via Tagliamento rappresenta solo il primo passo di un percorso che si preannuncia tutt’altro che semplice.