
C’era attesa, c’era curiosità. Ma soprattutto, c’era voglia di tornare a vivere. E Avella, ieri sera, ha risposto con un calore che ha superato ogni previsione: la prima serata dell’edizione 2025 di “Pane, Amore e Tarantella” è stata un vero e proprio abbraccio collettivo, un ritorno alle radici, una festa che ha risvegliato il cuore del borgo.
Il centro storico si è trasformato in un teatro a cielo aperto, dove antiche melodie popolari, profumi autentici e sorrisi di tutte le età si sono intrecciati in un’atmosfera sospesa tra passato e presente. Le vie di Avella, da Corso Vittorio Emanuele a Piazza Municipio, hanno ripreso il racconto esattamente da dove si era interrotto nel 2019, quando l’ultima edizione della kermesse aveva lasciato un ricordo indelebile nel cuore di tutti.
Eppure, quello di ieri non è stato solo un ritorno: è stato un nuovo inizio. I visitatori, arrivati in massa nonostante fosse solo venerdì, hanno accolto con entusiasmo ogni momento del programma: dai cortei folk, agli artisti itineranti, dalle danze spontanee nelle piazze, ai sapori della tradizione contadina serviti tra i vicoli. Ovunque, un’energia contagiosa, quasi a voler recuperare il tempo perduto.
Dietro le quinte, il cuore pulsante della manifestazione: la Pro Loco Clanis, che ha lavorato senza sosta per riportare in vita una delle tradizioni più amate del territorio.
Un grande plauso va ai ragazzi dell’associazione, instancabili, creativi e appassionati, e alla loro presidente, Mariangela Sorice, guida entusiasta e determinata, capace di coordinare con sensibilità e visione una macchina organizzativa complessa. Il loro impegno ha trasformato un sogno in realtà, dimostrando che con dedizione e amore per il proprio paese, tutto è possibile.

Fondamentale anche la grande vicinanza e il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Avella, che ha affiancato con convinzione la Pro Loco nella realizzazione dell’evento. Un ringraziamento particolare va al Sindaco, dott. Vincenzo Biancardi, per la costante presenza e il concreto supporto offerto all’organizzazione, segno tangibile di un’amministrazione attenta e profondamente legata alla valorizzazione delle tradizioni locali.
Le novità introdotte – pensate per arricchire senza snaturare – si sono perfettamente fuse con lo spirito autentico dell’evento, guadagnandosi l’apprezzamento del pubblico, curioso ma affezionato alla tradizione.
La magia, però, è solo all’inizio. La festa prosegue sabato 27 e domenica 28 settembre, con un programma ancora più ricco, tra musica dal vivo, laboratori, spettacoli per bambini, e ovviamente la gastronomia protagonista assoluta: pane caldo, piatti della memoria, e vini che raccontano la terra.
Chi verrà ad Avella nei prossimi giorni troverà più di un evento: troverà un luogo dove la cultura si fa comunità, dove ogni passo risuona come una tarantella, e dove – tra un morso e un ballo – si riscopre il significato più profondo dello stare insieme.
(di Alessandro Siniscalchi)


