Negli ultimi giorni la provincia di Avellino ha registrato una serie di guasti e interventi sugli acquedotti gestiti da Alto Calore Servizi che hanno provocato interruzioni e razionamenti nell’erogazione idrica in decine di comuni. I disagi, tra chiusure notturne dei serbatoi, periodi senza acqua e avvisi di torbidità alla riapertura, si sommano a un quadro già critico sul fronte economico: l’azienda ha infatti proposto adeguamenti tariffari motivati da una situazione finanziaria difficoltosa.
Tra il 10 e il 13 settembre si sono susseguiti avvisi per fuori servizio programmati e guasti su condotte adduttrici che hanno coinvolto numerosi territori della provincia. In alcuni casi il guasto ha interessato fino a 91 comuni, con possibili disfunzioni diffuse e interventi notturni per garantire il ripristino del servizio. Le sospensioni dell’erogazione hanno richiesto ripetute chiusure dei serbatoi e i cittadini sono stati invitati a far scorrere l’acqua dopo la riapertura per eliminare fenomeni di torbidità.
Le famiglie e le attività commerciali hanno segnalato pesanti difficoltà: assenza di acqua in diversi momenti della giornata, disagi per esigenze mediche, problemi per ristoratori e strutture ricettive. La ripetizione delle interruzioni, senza soluzioni strutturali a breve termine, ha alimentato un crescente malcontento.
A tutto questo si aggiunge la questione economica. Le bollette sono in aumento e gli utenti si vedono prospettare ulteriori rincari, mentre il servizio rimane irregolare. L’azienda, appesantita da un forte indebitamento, ha approvato adeguamenti tariffari su più anni per riequilibrare i conti, ma la prospettiva di pagare di più a fronte di un servizio che continua a mostrare criticità genera forte frustrazione.
Le reazioni non si sono fatte attendere: i cittadini chiedono maggiore continuità del servizio e piani di emergenza più efficaci, mentre sindaci e associazioni locali sollecitano trasparenza, governance più solida e interventi infrastrutturali prima di scaricare i costi sui consumatori.
Per uscire dalla crisi, appare sempre più urgente puntare su investimenti strutturali, sostituzione delle condotte vetuste e modernizzazione degli impianti, accompagnati da un piano di rientro finanziario credibile. Nel frattempo, resta fondamentale garantire ai cittadini soluzioni temporanee che mitighino i disagi quotidiani e salvaguardino un bene primario come l’acqua.

