BAIANESE – Ferrovia chiusa per tre mesi: tra proteste, ritardi istituzionali e interrogativi sulla politica del territorio. La posizione di Stefano De Laurentiis.


La chiusura per tre mesi della linea ferroviaria nel Baianese, decisa dall’azienda Eav, continua a suscitare reazioni forti e trasversali. A prendere posizione è Stefano De Laurentiis, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, che sostiene apertamente le iniziative del Comitato E(A)Vitiamolo, tra i primi a sollevare la questione con forza e continuità.
«Finalmente i sindaci del Mandamento si sono svegliati», commenta De Laurentiis, «dopo mesi in cui il problema è stato denunciato soprattutto dal Comitato, con esponenti come Salvatore Alaia, Luigi Peluso e tanti altri. Ci fa piacere vedere un risveglio istituzionale, ma ora serve chiarezza: cosa intendono fare concretamente? Oppure si tratta solo di una reazione per non essere scavalcati da un gruppo civico che ha lavorato sul campo?».

La riflessione del rappresentante di Fratelli d’Italia mette il dito in una piaga profonda: quella della distanza – a volte inspiegabile – tra cittadini e istituzioni, soprattutto quando in gioco ci sono servizi pubblici essenziali come i trasporti.
Per mesi, infatti, il Comitato ha segnalato i disagi futuri legati alla sospensione della linea, chiedendo alternative, tavoli di confronto e interventi mirati. La tardiva risposta delle amministrazioni locali ha generato non solo malumori, ma anche dubbi sulla reale volontà politica di incidere sulle scelte regionali in materia di mobilità.
Il rischio è che la questione ferroviaria diventi terreno di scontro e propaganda, anziché occasione di unità territoriale. «Da parte mia – continua De Laurentiis – ho sempre cercato di stimolare le forze politiche, a partire dal mio partito, a prendersi le proprie responsabilità su temi come trasporti e sanità. È nostro dovere essere presenti sul territorio, non solo quando le proteste diventano visibili».

La chiusura della linea rappresenta un colpo per un territorio già fragile sotto il profilo infrastrutturale. La mancanza di un piano alternativo chiaro, unita alla scarsa comunicazione istituzionale, aumenta il senso di isolamento vissuto da molti cittadini. E mentre il Comitato E(A)Vitiamolo annuncia nuove iniziative di sensibilizzazione, la vera sfida per le istituzioni resta quella di ricostruire un rapporto credibile con la comunità.
La vicenda della chiusura della linea ferroviaria nel Baianese rappresenta molto più di un semplice disagio temporaneo: è il sintomo evidente di un rapporto complicato tra territorio e istituzioni, tra cittadini attivi e una politica spesso silente o ritardataria.

II ruolo dei comitati civici, come E(A)Vitiamolo, si conferma fondamentale: senza la loro pressione e mobilitazione, probabilmente il tema sarebbe rimasto confinato a una comunicazione tecnica e poco trasparente.
Al contrario, oggi se ne discute apertamente, anche grazie all’intervento di esponenti politici come De Laurentiis, che ha avuto il merito di richiamare i partiti – compreso il suo – a una maggiore assunzione di responsabilità.

Tuttavia, non basta denunciare: servono proposte, soluzioni alternative, trasparenza sui tempi e sugli obiettivi. E soprattutto serve una visione condivisa del futuro del trasporto pubblico locale.
Non è più tempo di rinvii né di conflitti di visibilità tra comitati e amministratori: è il momento dell’unità d’intenti, perché a pagare il prezzo dell’immobilismo – ancora una volta – sono i cittadini. La speranza è che questo confronto acceso diventi finalmente l’occasione per mettere al centro i bisogni reali delle comunità locali, restituendo voce e dignità a un territorio che chiede, con forza e legittimità, di non essere lasciato indietro.

(Alessandro Siniscalchi)