Oggi, 6 luglio 2026, è l’Afelio 2026: perché oggi la Terra è più lontana dal Sole… ma fa caldo lo stesso.

Nel primo pomeriggio, alle 14.39, la Terra raggiungerà l’afelio, il punto della sua orbita più lontano dal Sole. L’etimologia del termine è affascinante: deriva dal latino scientifico aphelium, a sua volta dal greco ἀφήλιον, composto da ἀπό (“lontano da”) e ἥλιος (“Sole”). Fu Keplero a coniare questo vocabolo, mentre studiava la dinamica dei pianeti e formulava le leggi che ancora oggi descrivono il moto orbitale.

L’orbita terrestre non è un cerchio perfetto, ma un’ellisse in cui il Sole occupa uno dei due fuochi. Per questo motivo la distanza Terra–Sole non è costante: varia da un minimo di circa 147 milioni di chilometri, il perielio, a un massimo di circa 152 milioni di chilometri, l’afelio. Quando la Terra si trova al perielio, la sua velocità orbitale è maggiore, circa 30,300 m/s, mentre all’afelio scende a circa 29,300 m/s, come previsto dalle leggi di Keplero che legano distanza e velocità nei moti planetari.

A questo punto nasce spesso un equivoco: molti credono che il caldo estivo dipenda dal fatto che la Terra sarebbe più vicina al Sole, e il freddo invernale dal fatto che sarebbe più lontana. In realtà, la variazione di distanza è minima, circa l’1,7%, e non ha alcun ruolo nell’alternanza delle stagioni. Il fattore decisivo è l’inclinazione dell’asse terrestre, pari a 23°27’, che determina quanta luce solare arriva su ciascun emisfero e con quale inclinazione. Quando l’emisfero boreale è inclinato verso il Sole, i raggi arrivano più diretti e per più ore, portando a un maggiore accumulo di energia e quindi al caldo estivo. Quando invece è inclinato in senso opposto, i raggi sono più obliqui e le ore di luce diminuiscono, producendo il freddo invernale. È per questo che, mentre qui fa caldo, nell’emisfero australe è pieno inverno e le temperature sono decisamente più basse.

Nonostante ciò, ogni anno compaiono commenti che attribuiscono il caldo alla distanza dal Sole. È comprensibile: intuitivamente si pensa che “più vicino = più caldo” e “più lontano = più freddo”. Ma dal punto di vista astronomico non è così. Le stagioni sono un fenomeno geometrico, non chilometrico, e dipendono esclusivamente dall’inclinazione dell’asse terrestre e dalla conseguente distribuzione della luce solare. Anche la velocità orbitale, che cambia tra perielio e afelio, non influisce sulle temperature stagionali, ma solo sulla durata delle stagioni stesse.