Dopo il suggestivo “bacio celeste” del 12 giugno, quando Venere e Giove sono sembrati sfiorarsi nel cielo, lo spettacolo continua con un nuovo incontro luminoso. In queste sere i due pianeti brillano ancora bassi verso ovest insieme a Mercurio, dando vita a un allineamento che si può osservare facilmente a occhio nudo. A chi guarda da Napoli possono sembrare semplici stelle, ma non lo sono: sono tre pianeti che, per un gioco di prospettiva, appaiono disposti lungo la stessa linea poco dopo il tramonto.

In queste sere di metà giugno, chi guarda verso l’orizzonte ovest da Napoli potrebbe scambiare tre luci brillanti per semplici stelle. In realtà non sono stelle, ma i pianeti Mercurio, Venere e Giove, protagonisti di un allineamento che rimane visibile per diversi giorni e che offre uno spettacolo raro anche a chi non ha alcuna esperienza di osservazione astronomica. Il fenomeno si manifesta poco dopo il tramonto, quando il cielo è ancora chiaro e i pianeti iniziano a emergere uno dopo l’altro.
Alle latitudini di Napoli il Sole tramonta intorno alle 20:48, praticamente lo stesso orario indicato per Roma nella pagina che stai leggendo. Da quel momento si apre una finestra di circa due ore in cui i tre pianeti restano contemporaneamente visibili verso ovest. Mercurio è il primo a scendere sotto l’orizzonte, intorno alle 22:30, seguito da Giove verso le 23:00 e infine da Venere, che rimane il più tenace e scompare solo dopo le 23:20.
A occhio nudo sembrano quasi disposti in fila, come se seguissero una linea immaginaria. È un’impressione suggestiva, ma non reale: i pianeti non sono affatto allineati nello spazio. Ciò che vediamo è un effetto prospettico, perché dalla Terra li osserviamo proiettati lungo l’eclittica, la traiettoria apparente del Sole nel corso dell’anno . Per chi non è esperto, la cosa più semplice da notare è che queste tre luci sono molto più brillanti delle stelle circostanti, e soprattutto non scintillano: la luce dei pianeti è stabile, ed è questo che li tradisce.
Nelle serate del 14 e del 15 giugno l’allineamento è ancora evidente e facile da riconoscere. Mercurio rimane il più debole, ma con un orizzonte libero — come il lungomare, Posillipo o le colline che guardano verso ovest — si individua senza difficoltà. Venere e Giove, invece, sono luminosissimi e impossibili da confondere.

Il 16 e il 17 giugno la scena diventa ancora più affascinante grazie alla presenza di una sottile falce di Luna crescente, che si avvicina al terzetto e lo accompagna verso il tramonto, proprio come indicato nell’articolo che stai consultando . La Luna non disturba l’osservazione, anzi: offre un punto di riferimento naturale che rende tutto più semplice anche per chi guarda il cielo per la prima volta.
L’allineamento rimane riconoscibile finché i pianeti tramontano uno dopo l’altro e finché la loro distanza apparente resta ridotta. Fino al 17 giugno il fenomeno è ancora evidente; nei giorni successivi i pianeti inizieranno a separarsi e l’effetto prospettico svanirà gradualmente, lasciando il cielo a una configurazione più ordinaria.

