Nel primo pomeriggio di oggi, 6 luglio 2025, un vasto incendio ha avvolto la collina di Moschiano (Av), in località Carità, provocando momenti di forte apprensione nella popolazione locale. Il rogo, alimentato dal vento e dalle temperature torride che stanno segnando quest’inizio d’estate, si è propagato rapidamente tra la vegetazione, minacciando da vicino uno dei luoghi simbolo della comunità: la Chiesa della Madonna della Carità.
Il rapido avanzare delle fiamme ha richiesto un intervento tempestivo da parte delle squadre antincendio della Comunità Montana, che hanno agito in sinergia con un elicottero impegnato nei lanci dall’alto.
A coordinare le operazioni, ancora in corso nelle ore successive all’allarme, è stato il sindaco di Moschiano, Sergio Pacia, in costante contatto con la Protezione Civile. Presenti anche i Carabinieri della Compagnia di Baiano, mobilitati per garantire la sicurezza e controllare l’evoluzione della situazione.
Il Santuario, punto di riferimento spirituale profondamente sentito dalla popolazione, è stato fortunatamente risparmiato grazie all’efficacia del dispositivo di contenimento. Tuttavia, l’episodio ha riportato alla luce la vulnerabilità del territorio del Vallo di Lauro, più volte messo in ginocchio da incendi boschivi negli ultimi anni.
A rendere ancora più preoccupante lo scenario è la sequenza ravvicinata di roghi verificatisi nell’area: soltanto pochi giorni prima, le fiamme avevano colpito Marzano di Nola, dove il fuoco era arrivato a minacciare le abitazioni e costretto all’intervento di mezzi aerei speciali. Anche altri comuni del Mandamento Baianese si sono trovati a fronteggiare criticità simili, segno di una situazione climatica sempre più estrema.
Il caldo eccezionale di questi giorni, unito alla siccità e alla presenza di vegetazione secca, ha creato le condizioni ideali per l’innesco e la propagazione degli incendi. Una combinazione micidiale che sta mettendo a dura prova non solo le forze di soccorso, ma anche la tenuta ambientale e sociale di intere comunità montane.
La speranza ora è che il lavoro instancabile degli operatori e un cambio nelle condizioni meteorologiche – attese già nella prossima nottata – possano evitare il ripetersi di eventi così distruttivi.

