Ci risiamo!
Un episodio accaduto a Villaggio Coppola ha riproposto la questione sul diritto di accesso alle spiagge pubbliche e sulla illegittimità dei divieti imposti dai gestori dei lidi.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha ricordato che la spiaggia è un bene demaniale e che gli stabilimenti possono far pagare soltanto i servizi effettivamente erogati, senza impedire l’introduzione di cibo e bevande da parte dei bagnanti. Il caso in questione ha visto una madre e i suoi tre figli — di cui una in stato di gravidanza — costretti a gettare nella spazzatura una semplice insalata di pasta, nonostante avessero regolarmente versato 25 euro per l’ingresso.
A rendere ancora più paradossale la vicenda, secondo quanto emerso, è stato il rilascio di uno scontrino non fiscale con data alterata, un elemento che ha spinto Borrelli a segnalare l’accaduto alla Guardia di Finanza. Questo episodio si inserisce in una tendenza estiva in crescita, con cartelli che vietano di portare cibo “non autorizzato” all’interno degli stabilimenti o che riservano l’accesso esclusivamente ai “clienti” titolari di servizi a pagamento, regole illegittime che finiscono per penalizzare le famiglie monoreddito e chi rispetta la normativa vigente.
Di fronte a queste pratiche, Borrelli ha chiesto maggiori controlli da parte delle autorità competenti e un chiarimento espresso alle gestioni balneari sul diritto di fruire liberamente del litorale. L’esponente di Alleanza Verdi-Sinistra auspica che si intervenga con sanzioni proporzionate nei confronti di chi espone divieti senza valore legale e che si promuova una cultura del rispetto del decoro urbano senza ricorrere a misure punitive improprie.
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