PNRR: La spesa lenta frena l’impatto. Se non acceleriamo, l’Italia fallisce lo sprint finale

A cura del Presidente della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO


Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rimesso l’Italia al centro dell’attenzione europea e internazionale, offrendo una leva finanziaria storica per modernizzare il Paese. Questa iniziativa non è solo un pacchetto di fondi; è un banco di prova cruciale che ripone e rimette il Paese al centro della strategia di sviluppo continentale.

Se da un lato l’ottenimento e il rispetto delle richieste da Bruxelles meritano un riconoscimento, dall’altro, i dati concreti sull’attuazione impongono una riflessione pragmatica, lontana dall’eccessivo trionfalismo. Non è ancora il momento di cantare vittoria.

Come rappresentanti del mondo imprenditoriale, guardiamo ai numeri con l’occhio critico di chi deve tradurre gli stanziamenti in crescita reale, occupazione e competitività. I dati ci dicono che, a fronte di aspettative altissime, la spesa di competenza si attesta ancora attorno al 30% del totale previsto entro il 2026. Questo è il nodo cruciale.

L’enfasi mediatica e politica sul PNRR rischia di oscurare una verità scomoda: sul piano delle riforme realizzate, non siamo assolutamente in obiettivo. È indubbio che il PNRR stia portando benefici – dalla spinta sulla digitalizzazione (Missioni 1 e 4) al focus sulle infrastrutture (Missione 3) – ma a questo ritmo, i risultati sperati nel medio-lungo periodo rischiano di restare parziali.

Il PNRR è strategico per fornire all’Italia un passo ulteriore verso lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, creando un Paese moderno e al passo con i tempi e con il mondo attuale.

Per raggiungere tale obiettivo, è indispensabile che la spesa sia assolutamente realizzata al 100% e che gli investimenti siano sicuri e orientati ai benefici a lungo termine. Il vero banco di prova non è solo “quanto abbiamo speso”, ma “quanto velocemente lo stiamo spendendo”, “come” e “cosa sta generando”. L’unico modo per garantire che l’impatto sul Prodotto Interno Lordo (PIL) si materializzi è che gli stanziamenti si traducano in cantieri aperti, bandi chiusi e progetti operativi con una rapidità molto maggiore.

La riflessione è urgente e non ammette rinvii. Dobbiamo concentrare tutte le energie residue sullo sprint finale. Ciò significa semplificare drasticamente le procedure, potenziare le strutture amministrative e, soprattutto, responsabilizzare tutti gli attori coinvolti per assicurare benefici e investimenti sicuri.

Il mondo delle imprese ha bisogno di certezze e di rapidità. Se l’Italia fallisse in questa fase esecutiva, la delusione sarebbe proporzionale all’enorme potenziale messo in campo. L’unico modo per trasformare la promessa di un Paese moderno in prosperità tangibile è accelerare, completare la spesa e dimostrare che siamo in grado di passare dalla pianificazione alla realizzazione. Solo allora potremo dire, con cognizione di causa, di aver colto la storica opportunità del PNRR e di aver riconfermato il nostro ruolo strategico sulla scena globale.