La nuova economia digtale al servizio del bene comune. La “tokenizzazione” del patrimonio pubblico: un’opportunità per generare valore senza perdere la proprietà dei beni

Pensieri, riflessioni e proposte di Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale ed Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL

L’Italia possiede uno dei patrimoni pubblici più importanti al mondo. Immobili istituzionali, edifici storici, musei, opere d’arte, terreni, foreste, infrastrutture e beni strategici rappresentano una ricchezza immensa che, nella maggior parte dei casi, produce costi di gestione anziché nuove opportunità economiche.

Oggi, grazie all’evoluzione dell’economia digitale, possiamo immaginare un modello completamente diverso: trasformare il patrimonio pubblico in una risorsa capace di generare valore continuo per la collettività, senza venderlo, senza privatizzarlo e senza rinunciare alla piena proprietà pubblica.

Questa è la vera rivoluzione della tokenizzazione digitale dei beni.

La tecnologia consente oggi di rappresentare digitalmente determinati diritti economici collegati a un bene, creando nuove modalità di raccolta di capitali e di valorizzazione patrimoniale. Se progettata con un solido impianto giuridico, amministrativo e finanziario e nel pieno rispetto delle normative vigenti, questa innovazione può diventare uno strumento straordinario al servizio delle amministrazioni pubbliche.

L’obiettivo non è la speculazione finanziaria, ma la creazione di nuove entrate destinate esclusivamente all’interesse generale.

Immaginiamo edifici pubblici che contribuiscono al finanziamento dei servizi comunali, musei che generano risorse per la propria conservazione, patrimoni artistici che sostengono nuovi investimenti culturali, immobili di edilizia residenziale pubblica che finanziano manutenzioni e riqualificazioni, terreni e risorse naturali che producono valore per la tutela ambientale, flotte di trasporto pubblico che favoriscono l’innovazione tecnologica.

Non si tratta di alienare il patrimonio dello Stato, ma di valorizzarlo in modo intelligente attraverso gli strumenti della nuova economia digitale.

Naturalmente, ogni iniziativa di questo tipo richiede un’attenta valutazione tecnica, giuridica, economica e istituzionale. È indispensabile garantire trasparenza, sicurezza, sostenibilità, tutela dell’interesse pubblico e piena conformità alla normativa nazionale ed europea.

Come Confederazione delle Imprese nel Mondo – PMI International, riteniamo che sia arrivato il momento di aprire un grande confronto nazionale tra istituzioni, amministrazioni pubbliche, università, esperti di diritto, operatori finanziari, imprese innovative e investitori.

L’Italia non può permettersi di osservare passivamente le trasformazioni dell’economia digitale mentre altri Paesi costruiscono i modelli del futuro.

Dobbiamo essere protagonisti.

La digitalizzazione del patrimonio pubblico può rappresentare una nuova stagione di sviluppo, capace di attrarre investimenti, sostenere i bilanci degli enti locali, favorire l’innovazione e creare nuove opportunità per le future generazioni.

La tecnologia deve diventare uno strumento al servizio delle persone.
L’innovazione deve produrre benessere diffuso.
L’economia digitale deve contribuire a rafforzare il Bene Comune.
Il Pensiero del Presidente

«Le grandi trasformazioni economiche non devono essere subite, ma guidate. La tokenizzazione del patrimonio pubblico, se sviluppata con responsabilità, competenza e nel pieno rispetto delle leggi, può aprire una nuova stagione di valorizzazione dei beni collettivi. Il nostro compito è mettere l’innovazione al servizio dei cittadini, trasformando il patrimonio pubblico in una leva di sviluppo sostenibile, senza rinunciare alla sua funzione sociale e alla sua proprietà pubblica. Questa è la sfida della nuova economia digitale: creare valore per tutti, preservando ciò che appartiene a tutti.»