Sequestro preventivo a Lacco Ameno: indagata l’amministratrice di una società alberghiera

La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito il 26 giugno un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società alberghiera di Lacco Ameno e della sua amministratrice di fatto, socia di maggioranza. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, riguarda 96.673,20 euro, corrispondenti alla quota di capitale sociale detenuta dalla donna. Secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica, Sezione Criminalità Economica, le indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Ischia avrebbero fatto emergere atti di disposizione dei beni sociali tali da provocare alla società un danno patrimoniale superiore ai 300.000 euro.

Gli investigatori ritengono che l’amministratrice abbia consentito alla figlia di occupare quattro camere dell’albergo per uso privato dal 2020 al 2024, generando un presunto lucro cessante di oltre 176.000 euro. A ciò si aggiungerebbe il riconoscimento ai figli, dipendenti della società, di compensi forfettari ritenuti sproporzionati rispetto alle buste paga, per circa 46.000 euro. Un ulteriore elemento contestato riguarda il trasferimento di circa 100.000 euro a una società non operativa riconducibile ai figli, somma poi svalutata nel bilancio 2023 perché considerata credito inesigibile. Le indagini avrebbero inoltre rilevato l’acquisto di beni estranei alle finalità sociali per oltre 3.000 euro.

Sulla base di questi elementi, il GIP ha disposto il sequestro preventivo delle quote societarie dell’amministratrice, ritenute equivalenti al profitto del reato ipotizzato, l’infedeltà patrimoniale prevista dall’articolo 2634 del codice civile. La Procura sottolinea che il provvedimento è stato adottato nell’ambito delle indagini preliminari, è impugnabile e riguarda una persona che deve essere considerata innocente fino a eventuale sentenza definitiva.