Montefredane (AV): nuova stazione sismica e geodetica INGV per la sicurezza dell’Irpinia


Il sopralluogo dell’INGV a Montefredane segna un passo decisivo verso un monitoraggio più capillare della sismicità e delle deformazioni crostali in Irpinia, rafforzando la prevenzione e la sicurezza della comunità locale.

Questa mattina i tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno effettuato un sopralluogo nell’area del Castello Caracciolo di Montefredane, dove verranno installate una stazione geodetica e una stazione sismica. L’iniziativa rientra nel Programma Strategico per l’infittimento delle infrastrutture di ricerca e monitoraggio della Rete Sismica Nazionale (RSN) e della Rete Integrata Nazionale GNSS (RING), strumenti fondamentali per la sorveglianza del territorio e la raccolta di dati scientifici.

La scelta di Montefredane non è casuale: il comune è stato epicentro del terremoto del 25 ottobre 2025, con una scossa di magnitudo 3.1 registrata a un chilometro a sud dell’abitato, seguita da ulteriori eventi sismici minori nelle ore successive. Questi episodi hanno riportato alla memoria la fragilità sismica dell’Irpinia, già duramente segnata dal terremoto del 1980. La nuova stazione geodetica consentirà di monitorare le deformazioni della crosta terrestre, mentre quella sismica permetterà di rilevare con maggiore precisione eventuali nuove scosse, contribuendo a una più rapida valutazione del rischio.

Il sindaco Ciro Aquino ha espresso soddisfazione per l’attenzione riservata dall’INGV alla comunità, sottolineando come l’installazione rappresenti un importante strumento di prevenzione e un segnale concreto di vicinanza alle popolazioni colpite. La Sezione Irpinia dell’INGV, impegnata da tempo nella ricerca di siti idonei per nuove infrastrutture di monitoraggio, considera Montefredane un punto strategico per comprendere meglio la dinamica sismica della zona e per rafforzare la rete di sorveglianza.

L’intervento si inserisce in un contesto più ampio di potenziamento delle infrastrutture scientifiche sul territorio nazionale. La RSN e la RING, infatti, costituiscono la spina dorsale del sistema di osservazione geofisica italiano, fornendo dati indispensabili non solo per la ricerca accademica, ma anche per la protezione civile e la pianificazione urbanistica. In aree come l’Irpinia, caratterizzate da una sismicità frequente e diffusa, la presenza di stazioni di rilevamento avanzate può fare la differenza nella tempestività delle risposte e nella capacità di prevenire danni futuri.

La comunità di Montefredane, ancora scossa dagli eventi di ottobre, guarda con fiducia a questo progetto. La consapevolezza che la scienza e la tecnologia possano offrire strumenti concreti di protezione alimenta un sentimento di speranza e di resilienza. L’installazione delle nuove stazioni non è soltanto un passo tecnico, ma anche un segnale simbolico: la sicurezza nasce dall’investimento nella conoscenza e dalla capacità di trasformare i dati in azioni di tutela per il territorio e i suoi abitanti.