Atripalda è stata scossa dal ritrovamento di atti vandalici e sacrileghi all’interno della casa canonica di Contrada Ischia. Le stanze destinate alla preghiera e all’accoglienza sono state trasformate in uno scenario di profanazione: scritte oscene hanno ricoperto le porte, tracce di sangue sono state rinvenute sui pavimenti e mozziconi di sigaretta abbandonati in modo indiscriminato hanno contribuito a degradare l’ambiente.
Persino le immagini sacre sono state vilipese e si è appreso che nei locali si sono consumati atti sessuali, rivelando una preoccupante carenza di valori tra alcuni giovani.
A denunciare l’accaduto è stato don Luca Monti, parroco della chiesa madre di Sant’Ippolisto Martire, che ha affidato alla comunità un messaggio carico di dolore e indignazione. L’irruzione notturna ha violato spazi dedicati al catechismo, agli incontri di formazione e all’accoglienza discreta di senzatetto e persone fragili.
Il sacerdote ha ribadito che quegli ambienti non sono destinati a festeggiamenti o bravate, bensì a gesti di sostegno e condivisione che richiedono rispetto.
L’episodio non è isolato: pochi giorni prima, anche l’anfiteatro della villa comunale è stato danneggiato, con gradinate distrutte e strutture appena rinnovate rese inservibili. I bagni pubblici recentemente inaugurati lungo le vie cittadine sono stati ridotti a ruderi, aggravando il bilancio dei danni e dei costi per le riparazioni.
Le azioni vandaliche sembrano confermare l’esistenza di un malessere giovanile che sfocia in comportamenti intimidatori e distruttivi.
Il sindaco Paolo Spagnuolo ha definito l’atto alla canonica un crimine, sottolineando l’importanza del luogo come punto di riferimento per famiglie, bambini e persone in difficoltà. L’amministrazione ha incaricato Acm, la partecipata comunale, di intervenire per ripristinare le strutture danneggiate, mentre è stato rilanciato l’appello a scuole, istituzioni e genitori affinché si costruisca un’alleanza educativa capace di invertire questa tendenza.
Le Forze dell’Ordine, già attive sul territorio, stanno conducendo le indagini per individuare i responsabili, alcuni dei quali farebbero parte di gruppi giovanili noti per comportamenti molesti. Ai genitori è stato suggerito di vigilare attentamente sulle attività dei propri figli, mentre emerge con forza l’urgenza di recuperare i principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto.
L’episodio ha suscitato un’ondata di solidarietà tra i cittadini di Atripalda, che hanno manifestato vicinanza a don Luca e all’intera comunità parrocchiale. Il profondo senso di ferita condivisa ha spinto molti a riflettere sul ruolo delle nuove generazioni e sui valori da trasmettere.
Il senso di comunità, in questo momento delicato, sembra tornare a farsi guida, con la speranza che simili episodi non abbiano più a verificarsi.

