Avvocato, accademico, laureata in Scienze Politiche, allieva del Prof. Giuliano Amato, Clelia Piperno nel 2016 è stata nominata Donna dell’anno dalla rivista online “Lilith – Independent, Jewish and Frankly Feminist”. Nel corso della sua carriera ha svolto attività di consulenza per diverse Istituzioni pubbliche italiane quali Ministero degli Affari Esteri, Ministero della Giustizia, Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI – in qualità di esperto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ‘ Commissione per la gestione dei fondi per la ricostruzione dei Balcani – del Parlamento Europeo e della Commissione Europea.
È ideatrice e amministratrice delegata del Progetto Traduzione del Talmud babilonese, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Chi è Clelia Piperno oggi?
Oggi sono una studiosa che ha scelto di portare il sapere fuori dai recinti specialistici senza impoverirlo. Dirigo e coordino progetti culturali complessi che mettono in dialogo ricerca, istituzioni e società civile. Il mio lavoro nasce nell’ambito accademico ma si sviluppa nello spazio pubblico, dove la cultura assume una responsabilità concreta. Negli ultimi anni ho lavorato per trasformare il pensiero ebraico, e in particolare il Talmud, da oggetto percepito come distante a strumento vivo di comprensione del presente.
Il Progetto di Traduzione del Talmud e l’essere donna oggi
Il Progetto di Traduzione del Talmud non è solo un’operazione filologica. È un progetto di restituzione culturale al Paese. Il Talmud ha inciso profondamente sul pensiero giuridico europeo, sul metodo del dibattito, sull’idea stessa di pluralità interpretativa. Renderlo accessibile in italiano significa offrire alla società uno strumento critico potente.
Essere donna oggi, in questo contesto, significa esercitare autorevolezza senza rinunciare alla complessità. Significa non occupare spazi simbolici, ma guidare processi reali, assumendosi il peso delle scelte culturali e istituzionali.
Legge scritta e legge orale: differenze
La legge scritta è il testo. La legge orale è il processo. Nel Talmud, la legge orale non è un’aggiunta secondaria, ma il luogo in cui il testo incontra la vita. È il laboratorio del pensiero critico, del dissenso argomentato, del confronto tra generazioni. Questa distinzione ha formato una cultura capace di attraversare i secoli senza irrigidirsi.
Fede e senso civico
La tradizione ebraica non separa mai fede e responsabilità pubblica. La fede educa all’idea che ogni azione individuale abbia un riflesso collettivo. Il senso civico nasce da qui: dal rispetto della legge, dalla cura dello spazio comune, dall’attenzione per l’altro. Una fede adulta non chiede privilegi, ma assume doveri.
Progetti per il futuro
Il futuro è il consolidamento di un ecosistema culturale. Rafforzare la dimensione internazionale del Progetto Talmud, sviluppare programmi educativi per le nuove generazioni, creare spazi di dialogo tra università, istituzioni e società. Il lavoro sulla traduzione è solo il primo passo. L’obiettivo è rendere il pensiero ebraico una voce stabile nel dibattito contemporaneo su etica, diritto e convivenza.
Il nazionalismo: tra passato e presente
Il nazionalismo nasce spesso da una crisi di senso. Nel Novecento ha prodotto tragedie che conosciamo bene. Oggi ritorna quando manca una visione culturale solida. La memoria non è un esercizio rituale, ma uno strumento critico. Serve a riconoscere i segnali, a distinguere identità da chiusura, appartenenza da esclusione. La storia insegna che le società più forti sono quelle capaci di includere senza annullare le differenze.
Antonella Prudente

