
A Foglianise (BN) agosto ha il profumo del grano e il suono delle campane. La Festa del Grano 2025 ha acceso il Sannio per dieci giorni di riti, musica e arte contadina trasformata in spettacolo, con il paese addobbato come un set a cielo aperto e i Maestri del Grano al lavoro fino a notte fonda per intrecciare spighe e segni della devozione popolare. Il calendario ha abbracciato l’intero cuore di agosto, dal 9 al 18, con la consueta progressione che porta dalla preparazione dei carri alla grande esplosione di colori e farine del fine settimana, fino al congedo festoso dell’ultima sera. L’attesa, come sempre, si è concentrata sulla sfilata dei Carri di Grano del 16 agosto in onore di San Rocco, la processione spettacolare che attraversa via Roma e mette in movimento vere e proprie architetture effimere, interamente rivestite di paglia, chicchi e spighe. È un rito antico che intreccia identità e fede: la comunità ringrazia il santo pellegrino per i raccolti e rinnova un patto che qui si tramanda da secoli.
Quest’anno la sfilata ha aggiunto un tassello simbolico potente, perché accanto ai carri a tema ha fatto capolino un carro speciale dedicato al Giubileo 2025, un omaggio che guarda a Roma sulle orme di San Rocco pellegrino. L’opera, concepita come gesto di gratitudine e di ponte spirituale, rievoca la corrispondenza che negli anni ha legato Foglianise alla Santa Sede e, secondo gli organizzatori, sarà donata al Papa come segno di devozione della comunità. È il modo con cui la festa ribadisce la sua doppia anima, terrena e religiosa, capace di parlare al territorio e di guardare oltre i confini del Sannio.
Le giornate che precedono e seguono il 16 hanno trasformato Foglianise in un cantiere creativo e in un salotto di paese. Stand gastronomici lungo via Roma hanno raccontato la cucina di casa con il grano in tutte le sue declinazioni, dai primi di tradizione alle lavorazioni dolci, mentre la sera il centro si è riempito di musica e incontri. Tra i momenti più attesi si sono confermati la Strafoglianise, la storica podistica che accoglie atleti e amatori in un percorso che scollina tra i vicoli, e il concerto di chiusura del 18 agosto, quest’anno affidato a Le-One, con il pubblico radunato in piazza per l’ultimo abbraccio collettivo prima dei fuochi. Il mix di sport, note e convivialità è la cifra popolare della festa, quella che tiene insieme generazioni e chiama a raccolta chi è tornato per le ferie e chi sceglie Foglianise come meta di un turismo lento e curioso.
Sui social della manifestazione i video hanno restituito l’atmosfera delle serate di spettacolo e il dietro le quinte dei laboratori, con mani esperte che compongono motivi floreali, cornici e bassorilievi usando solo l’“oro del campo”. Le clip del passaggio dei gruppi ospiti e dei raduni motoristici hanno aggiunto colore a un racconto corale, fatto di commenti, fotografie dai balconi e orgoglio locale. È la festa condivisa online, dove ogni scatto diventa archivio della memoria e invito per chi verrà l’anno prossimo.

Nel merito culturale l’edizione 2025 ha rilanciato la vocazione all’interscambio: il tema iconografico scelto per i carri artigianali ha invitato a un viaggio tra i tesori artistici italiani, tradotti con tecniche millimetriche in pannelli di grano, spighe tagliate a misura e semi disposti come mosaici. La perizia dei Maestri è ciò che rende irripetibile ogni edizione: nessun pezzo è uguale all’altro e la materia prima, per sua natura fragile, impone precisione e tempi serrati. Il risultato è un museo effimero in movimento, che fa scuola e che negli anni ha ispirato scambi con delegazioni di altre feste del grano e con realtà europee affini. I media locali hanno fotografato la dimensione identitaria dell’evento, mettendo in luce la partecipazione delle famiglie e il coinvolgimento di artigiani, associazioni e parrocchia in una regia comunitaria che non smette di stupire.
Non è solo festa, è anche consapevolezza. La rete di appuntamenti che unisce Sannio, Irpinia e altre aree del Sud intorno al ciclo del grano rafforza da tempo l’ambizione al riconoscimento UNESCO del patrimonio immateriale legato a questi riti. Foglianise, con il suo 16 agosto, continua a essere un punto di riferimento di questa mappa: qui la cultura cerealicola non è folklore da cartolina, ma economia di comunità, laboratorio educativo per i più giovani e una leva di marketing territoriale che porta ricadute su ospitalità diffusa, ristorazione e artigianato.
Lo sfondo spirituale rimane il cuore pulsante. La devozione a San Rocco si rinnova nelle liturgie e nelle soste di preghiera alla cappella, mentre il passaggio dei carri davanti ai luoghi simbolo del paese è una coreografia di inchini e benedizioni. Le origini della festa affondano in un cammino lungo secoli, dai riti propiziatori agrari alla declinazione cristiana assunta dopo la peste seicentesca, e oggi si presentano come una trama che tiene insieme memoria contadina, arte sacra e spettacolo urbano. È questa stratificazione a spiegare perché, ogni anno, la platea cresce e la risonanza mediatica valica i confini provinciali.
Chi ha raggiunto Foglianise nei giorni centrali ha ritrovato l’energia di una comunità che non si accontenta di ripetere gesto su gesto, ma che rinnova la festa con idee e messaggi contemporanei. Le suggestioni del carro-Giubileo, il ritmo della sfilata del 16 agosto, le notti musicali e l’abbraccio delle famiglie lungo via Roma hanno confezionato un’edizione che resterà nella memoria collettiva. E mentre le luci dei fuochi hanno chiuso il sipario, il paese ha già avviato il conto alla rovescia: qui il grano non è soltanto un raccolto, è un linguaggio vivo con cui Foglianise, ogni anno, racconta sé stessa al mondo.
(A.S.G.)


