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Via Boscofangone continua a raccontare una storia che il territorio nolano conosce da troppo tempo: quella di un’arteria trasformata in un pantano di fango e rifiuti, dove ogni pioggia diventa un’emergenza e ogni notte può trasformarsi nell’ennesimo rogo tossico. Qui, tra Nola, Cicciano e Camposano, l’abbandono istituzionale e l’azione criminale si intrecciano fino a rendere questa strada un simbolo di ciò che accade quando il controllo del territorio viene meno.
Il sopralluogo del deputato Francesco Emilio Borrelli, insieme all’attivista Fabio Armano, ha riportato alla luce una situazione che non è episodica, ma strutturale. Cumuli di scarti edili, plastica, pneumatici, materiali pericolosi come amianto ed eternit, e poi bruciature recenti, cenere, odore acre. Una scena che conferma come la Terra dei Fuochi non sia mai davvero arretrata, ma continui a manifestarsi nelle pieghe più fragili della Campania, dove la quantità di rifiuti da smaltire alimenta un mercato illecito che non conosce tregua.
La strada, pur formalmente aperta, è ormai percorribile solo dai mezzi pesanti. Le auto dei residenti restano intrappolate tra buche profonde, acqua stagnante e fanghiglia che ricopre l’asfalto. Il canale dei Regi Lagni, completamente ostruito dall’assenza di manutenzione, contribuisce agli allagamenti e alla formazione di un vero e proprio lago artificiale. Da un lato l’acqua limacciosa, dall’altro una barriera di rifiuti: un doppio blocco che rende via Boscofangone una terra di nessuno, dove chi inquina agisce indisturbato.
Le verifiche delle forze dell’ordine negli ultimi mesi hanno confermato la presenza di discariche estese per centinaia di metri, con materiali di risulta, guaine bituminose, residui industriali e fanghi sospetti. In alcuni casi, come emerso da indagini parallele sui lavori di bonifica dei Regi Lagni, i rifiuti rimossi non sarebbero stati smaltiti correttamente, ma abbandonati in aree limitrofe, aggravando ulteriormente il danno ambientale. Un paradosso che racconta la distanza tra gli interventi annunciati e la realtà sul campo.
Borrelli e Armano denunciano come l’assenza di controlli e la mancata manutenzione abbiano consegnato questa zona a chi, con i roghi e gli sversamenti, avvelena l’ambiente e peggiora la qualità della vita dei cittadini. Chiedono un intervento immediato: rimozione dei rifiuti, bonifica dell’area, ripristino della viabilità e monitoraggio costante per impedire che la situazione si ripresenti. Una richiesta che non riguarda solo una strada, ma un intero territorio che da anni attende risposte concrete.
Via Boscofangone diventa così il simbolo di una fragilità più ampia, quella delle periferie campane dove l’emergenza ambientale non è un evento straordinario, ma una condizione quotidiana. Restituire normalità a questo tratto di strada significa restituire dignità a una comunità che non vuole più convivere con fango, rifiuti e veleni, ma chiede semplicemente ciò che dovrebbe essere garantito ovunque: tutela, sicurezza e rispetto del territorio.

