Serre (SA) – Cadavere nella vasca del letame di un’azienda bufalina: indagini incorso, nessuna pista esclusa

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Un rinvenimento tanto macabro quanto inquietante si è verificato a Serre, piccolo centro del Salernitano, dove il corpo senza vita di un uomo di 37 anni è stato recuperato all’interno di una vasca destinata alla raccolta del letame in un’azienda zootecnica specializzata nell’allevamento di bufale.
Il corpo è stato scoperto nella prima mattinata di ieri, quando il cognato della vittima – dipendente della stessa impresa – allarmato per l’assenza prolungata del parente, ne ha segnalato la scomparsa. Una volta arrivato sul posto, il familiare ha individuato il corpo e ha lanciato l’allarme, chiedendo l’intervento del 112.

Sul luogo sono giunti in rapida successione i sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso, e i Carabinieri della compagnia di Eboli, coordinati dal magistrato di turno della Procura di Salerno.
I primi rilievi, condotti insieme al medico legale incaricato di un esame esterno, hanno confermato che l’uomo giaceva nella vasca da almeno due o tre giorni, ma rimangono ancora ignote le circostanze esatte del decesso.
Al momento non risultano iscritte persone nel registro degli indagati, e la stessa vasca non è stata oggetto di sequestro da parte del pubblico ministero, che ha preferito attendere l’esito degli approfondimenti medico-legali.

Le prime informazioni raccolte dagli investigatori disegnano il profilo di una vittima di origini indiane, residente in Italia da tempo ma senza un rapporto di lavoro formale con l’azienda bufalina. Era padre di un bambino rimasto in Asia in compagnia della madre, fatto che rende ancora più drammatica la vicenda.
Sui luoghi della tragedia era presente anche l’avvocato del titolare dell’azienda, convocato dai Carabinieri non come indagato ma per fornire chiarimenti sulla gestione della struttura e sulle procedure di sicurezza adottate in un contesto che, fino a quel momento, non aveva mai fatto registrare incidenti così gravi.

In mancanza di segnali evidenti di violenza esterna sul corpo, le autorità procedono per ora senza escludere alcuna ipotesi investigativa. Accanto alla pista del possibile incidente legato alle operazioni di manutenzione dell’impianto di stoccaggio del letame, viene valutata anche l’eventualità di un gesto volontario o di un’aggressione da parte di terzi, benché non emerga al momento alcun movente definito.
Le indagini proseguiranno con l’autopsia, programmata nei prossimi giorni presso l’obitorio dell’ospedale di Eboli, e con le dichiarazioni di parenti, colleghi e testimoni che potrebbero ricostruire le ultime ore di vita del 37enne.

Il magistrato incaricato ha disposto il trasferimento della salma in obitorio per permettere al medico legale un’analisi più approfondita che chiarisca natura e tempistica delle ferite o degli eventuali segni di colluttazione.
Nel frattempo i Carabinieri hanno sequestrato documenti e filmati di videosorveglianza interni alla fattoria, al fine di verificare possibili accessi non autorizzati e circostanziare la dinamica del ritrovamento.
Solo alla conclusione di questi accertamenti potrà emergere un quadro indiziario solido, capace di stabilire se si sia trattato di un tragico incidente di lavoro, di un episodio volontario o di un episodio doloso.

L’intera comunità di Serre è rimasta sotto shock per un episodio che getta un’ombra tanto misteriosa quanto inquietante su un’attività economica altrimenti centrale per l’economia locale. La verità, affidata alle perizie scientifiche e alle testimonianze raccolte, dovrà ora fare chiarezza sulla sorte del 37enne, offrendo un responso definitivo alle tante domande che permangono sul caso.