L’aggressione avvenuta il 2 maggio 2026 lungo l’Asse Mediano, nel tratto Nola–Villa Literno, è ormai un episodio ricostruito con precisione: un automobilista era stato bloccato e rapinato nei pressi del depuratore di Villa Literno attraverso uno dei metodi più insidiosi utilizzati dai malviventi, dalla tecnica dello specchietto a quella del sassolino, tutte pensate (come quella della “tecnica della zoccola“) per costringere il conducente a fermarsi e diventare un bersaglio vulnerabile.
La scena, che aveva immediatamente destato allarme, era stata denunciata pubblicamente dal sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, presente al momento dell’aggressione e tra i primi a richiamare l’attenzione sulla pericolosità di quel tratto di strada, già segnato da mesi di tensione e segnalazioni ricorrenti.
Nelle ultime ore è arrivata la conferma che i responsabili sono stati individuati e arrestati in flagranza da due agenti della Polizia Stradale di Cellole, che hanno posto fine a una serie di episodi che avevano trasformato una normale arteria di collegamento in un percorso di paura per decine di automobilisti costretti a guidare con il timore costante di essere presi di mira. Il sindaco ha evidenziato come la cattura rappresenti un risultato di grande valore, ricordando che fin dal primo momento aveva invitato chiunque si trovasse in situazioni analoghe a non fermarsi mai e a chiamare immediatamente le Forze dell’Ordine, unico comportamento in grado di evitare ulteriori rischi e consentire interventi tempestivi.
Dalle sue dichiarazioni emerge con forza che l’operazione è il frutto di un lavoro meticoloso, silenzioso e altamente professionale delle Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente nel monitorare il territorio, incrociare segnalazioni, raccogliere elementi e intervenire nel momento più opportuno. Il ringraziamento rivolto ai due agenti è stato definito doveroso, poiché il loro intervento ha interrotto l’azione di chi, per mesi, aveva agito con la convinzione di poter colpire impunemente sfruttando la paura degli automobilisti. Quelle manette, ha osservato il primo cittadino, non rappresentano soltanto un arresto, ma una risposta netta dello Stato.
La vicenda conferma che la legalità non arretra e che le istituzioni, pur tra difficoltà e carenze strutturali, continuano a garantire protezione e presenza concreta sul territorio. Fondamentale è stata anche la denuncia immediata del sindaco, che ha contribuito a indirizzare l’attenzione investigativa e a rendere possibile un intervento risolutivo. L’intera operazione ribadisce una verità semplice ma essenziale: lo Stato c’è, e quando cittadini e istituzioni collaborano, anche le bande che si ritengono intoccabili vengono smascherate e fermate.

