Presentazione del libro “Territori Interni”. Iovino e Petracca: servono visione, servizi e continuità

La presentazione del volume Territori Interni, di Maria Zaccaria e Luisa Bocciero, tenutasi sabato scorso, promossa dal Parco Regionale del Partenio con il sostegno della Regione Campania e di Scabec, ha offerto a Sant’Angelo a Scala (Av) un’occasione di confronto che va oltre la semplice illustrazione di un interessante libro. È stata una mattinata dedicata a capire cosa significhi oggi vivere e amministrare quelle che Manlio Rossi-Doria definiva le “Terre dell’Osso”, le zone interne del Mezzogiorno dove la struttura sociale è fragile, i servizi scarsi e la popolazione in costante diminuzione. Un’espressione che, a distanza di decenni, conserva una sorprendente attualità.

Il dibattito si è aperto con un tema che attraversa da anni la discussione pubblica: la distinzione tra aree interne e territori interni. Il sindaco di Capriglia Irpina, Nunziante Picariello, ha ricordato come molti comuni vivano condizioni analoghe a quelle riconosciute dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne, pur non rientrando nelle classificazioni ufficiali. Una discrepanza che rischia di tradursi in esclusioni concrete: meno risorse, meno opportunità, meno strumenti per affrontare problemi che sono invece comuni a tutto l’entroterra.

Il consigliere regionale Maurizio Petracca ha confermato che la Regione Campania sta lavorando a un Testo Unico per le Aree Interne, con l’obiettivo di garantire risorse certe e continuative, soprattutto per sanità e servizi di base. Un passaggio necessario per evitare che la distanza tra territori riconosciuti e territori esclusi diventi un ulteriore fattore di disuguaglianza. Petracca ha inoltre richiamato l’importanza del Parco del Partenio, definendolo un patrimonio naturale e culturale che merita una strategia di valorizzazione stabile.

Il presidente del Parco, il prof. Francesco Iovino, con la lucidità che lo contraddistingue, ha illustrato il percorso che ha portato alla realizzazione del volume. Territori Interni nasce come strumento di lavoro, non come esercizio accademico: un testo pensato per offrire analisi, dati e interpretazioni utili a chi amministra e a chi progetta politiche territoriali.  

Iovino ha sintetizzato le priorità in tre direttrici: abitare, lavorare, connettere. Tre condizioni essenziali per garantire continuità alle comunità dell’entroterra. Il presidente ha ribadito la volontà del Parco di sostenere iniziative di studio e progettazione, confermando una sensibilità costante verso le problematiche dei piccoli comuni e la necessità di affrontarle con metodo e collaborazione.

Le curatrici del volume, Anna Maria Zaccaria e Luisa Bocciero, hanno illustrato il lavoro di ricerca che ha portato alla pubblicazione. L’obiettivo non è descrivere genericamente le difficoltà delle aree interne, ma ricostruire la loro complessità sociale, economica e culturale, individuando elementi utili per chi amministra e per chi progetta politiche pubbliche. La ricerca mette in evidenza non solo le criticità, ma anche le risorse presenti nei territori: reti sociali, associazionismo, competenze diffuse che spesso non vengono valorizzate.

Nel suo intervento, il prof. Giovanni De Feo della UNISA, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una collaborazione più stretta tra i comuni dell’entroterra, resa indispensabile dalla riduzione della popolazione e dalla crescente difficoltà nel garantire servizi adeguati. Ha sottolineato l’importanza di costruire percorsi condivisi e di evitare la frammentazione amministrativa, che rischia di indebolire ulteriormente i territori.

Il sindaco Carmine De Fazio ha ribadito le difficoltà quotidiane dei piccoli comuni e la necessità di rafforzare la cooperazione istituzionale per affrontare problemi che nessun ente, da solo, può più sostenere.

Dalla mattinata è emersa una convinzione comune: il futuro dei territori interni richiede metodo, continuità e collaborazione. Territori Interni rappresenta un contributo utile in questa direzione, offrendo analisi e proposte che possono diventare strumenti di lavoro per amministratori e comunità.


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