A Pomigliano d’Arco, un controllo congiunto tra Ispettorato del Lavoro e Polizia Locale ha portato alla luce un caso emblematico di lavoro irregolare: un uomo di 26 anni percettore di indennità di disoccupazione e una donna di 74 anni, regolarmente pensionata, sono stati sorpresi a lavorare in una pizzeria senza contratto e senza comunicazioni agli enti competenti.
I due operavano in nero, nonostante percepissero sussidi statali: un’irregolarità che ha dato origine a verifiche approfondite e avviato le procedure per la sospensione degli aiuti economici, oltre al recupero delle somme già incassate indebitamente.
L’intervento rientra in un più ampio piano di controlli su dieci attività della zona, molte delle quali sono risultate prive delle minime condizioni di regolarità contrattuale.
Nel caso della 74enne, la questione dell’età è stata inizialmente fraintesa: l’essere pensionata non implica un divieto assoluto di lavorare, ma prevede l’obbligo di svolgere ogni attività in regola, con contratto e dichiarazione dei redditi. Il problema, quindi, non risiede nel fatto che abbia lavorato, ma nel cumulo illecito tra pensione e un’attività non dichiarata, in violazione delle norme sul lavoro.
A seguito degli accertamenti, sanzioni pesanti sono state comminate ai gestori dell’attività, e sono state avviate ulteriori indagini per individuare eventuali responsabilità penali. L’episodio ha riportato all’attenzione pubblica il tema del lavoro sommerso e delle frodi ai danni dello Stato, aprendo riflessioni sulle dinamiche che coinvolgono percettori di pensione o sussidio impegnati in attività non regolari.

