La vittoria di Fausto Picone alla guida della Provincia di Avellino segna un passaggio politico che va oltre il semplice cambio al vertice dell’ente. Lo scrutinio ha certificato un distacco molto ampio tra il sindaco di Candida e il presidente uscente, Rizieri Buonopane, confermando una tendenza che si era già delineata nelle ore precedenti. I dati ufficiali parlano chiaro: Picone ha raccolto 53.561 voti ponderati, sostenuto da 743 amministratori, mentre Buonopane si è fermato a 35.072 voti ponderati, con 426 amministratori schierati dalla sua parte.
Il divario si è manifestato in tutte le fasce demografiche, con un vantaggio particolarmente marcato nei piccoli comuni, dove Picone ha ottenuto 19.000 voti ponderati contro i 10.120 del presidente uscente. Anche nelle fasce più pesanti, come quella dei centri più popolosi, il candidato civico-moderato ha mantenuto un margine, consolidando una distribuzione del consenso ampia e trasversale.
La partecipazione al voto è stata insolitamente elevata per una consultazione di secondo livello: l’86,37% degli aventi diritto si è recato alle urne, pari a 1.185 amministratori su 1.372. In alcuni comuni più grandi si sono registrate punte di affluenza vicine al 97%, un dato che conferma la forte valenza politica attribuita alla sfida per Palazzo Caracciolo.

Il risultato elettorale ha un significato che va oltre la dimensione amministrativa. La candidatura di Picone è stata sostenuta da una rete articolata di amministratori civici e moderati, con un ruolo determinante dell’area che fa riferimento al consigliere regionale Enzo Alaia. Una parte del Partito Democratico provinciale ha scelto di non seguire la linea ufficiale, contribuendo a una frattura interna che ha pesato sull’esito finale. L’appoggio di forze moderate come Forza Italia ha ulteriormente ampliato il fronte che ha portato Picone alla vittoria, rafforzando un asse civico-moderato che ora si propone come nuovo baricentro della politica irpina.
La sconfitta di Buonopane, sostenuto dal PD nazionale e regionale insieme a Movimento 5 Stelle, Socialisti e Sinistra Italiana, evidenzia la difficoltà del cosiddetto “campo largo” nel mantenere compattezza e capacità di mobilitazione. Una parte significativa degli amministratori locali ha scelto di premiare un modello politico alternativo, più legato ai territori e meno alle dinamiche di partito, segnando una discontinuità evidente rispetto agli equilibri precedenti.
Al termine dello scrutinio, Picone ha parlato di una “affermazione netta e inequivocabile”, ringraziando gli amministratori che lo hanno sostenuto e indicando la volontà di imprimere una nuova direzione alla Provincia. Accanto a lui, Enzo Alaia ha definito il risultato «una vittoria degli amministratori dell’Irpinia», sottolineando il carattere trasversale della coalizione che ha portato al successo.
Ora si apre la fase più impegnativa. La Provincia di Avellino gestisce settori cruciali — viabilità, edilizia scolastica, pianificazione territoriale — e la coalizione che sostiene Picone è ampia e composita. Il nuovo presidente dovrà trasformare la forte legittimazione politica ottenuta in un’azione amministrativa capace di produrre risultati concreti, mantenendo al contempo l’equilibrio tra le diverse componenti che hanno contribuito alla sua elezione.
Il voto del 6 giugno non ha soltanto cambiato il presidente della Provincia: ha ridisegnato gli equilibri politici dell’Irpinia, aprendo una fase in cui l’area civico-moderata assume un ruolo centrale come non era mai accaduto negli ultimi anni.
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IL RISULTATO DELLA VOTAZIONE
- Fausto Picone: 53.561 voti ponderati – 743 voti
- Rizieri Buonopane: 35.072 voti ponderati – 426 voti
I voti per fasce
- Fascia A: Picone: 475 voti – 19.000 voti ponderati \ Buonopane 253 voti – 10.120 voti ponderati
- Fascia B: Picone: 149 voti – 12.218 voti ponderati \ Buonopane 79 voti – 6.478 voti ponderati
- Fascia C: Picone: 69 voti – 10.143 voti ponderati \ Buonopane 46 voti – 6.762 voti ponderati
- Fascia D: Picone: 50 voti – 12.200 voti ponderati \ Buonopane 48 voti – 11.712 voti ponderati

