L’accordo che per settimane era sembrato irraggiungibile nel Pd irpino è finalmente arrivato: escludendo improbabili complicazioni dell’ultimo momento, sarà Marco Santo Alaia a guidare la federazione provinciale di Avellino, mentre Pellegrino Palmieri farà un passo indietro. La mediazione decisiva è stata quella del segretario regionale Piero De Luca, che nel pomeriggio ha riunito nella sede di via Tagliamento tutte le anime del partito per chiudere una vicenda che aveva paralizzato il congresso.
All’incontro erano presenti esponenti di ogni area interna, da Maurizio Petracca a Rosetta D’Amelio, fino ai rappresentanti più vicini alla segreteria Schlein come De Stefano e Gengaro. La situazione si era complicata quando Franco Iovino aveva formalizzato la candidatura di Alaia, rompendo l’intesa che sembrava già definita. Da quel momento è iniziato un mese di trattative, durante il quale entrambi i candidati avevano accettato di sospendere la corsa per tentare una soluzione unitaria, come auspicato da De Luca.
Il segretario regionale ha parlato di un confronto “aperto e costruttivo”, sottolineando come l’unità non significhi uniformità ma la capacità di valorizzare ogni componente del partito. Secondo De Luca, questo nuovo equilibrio permetterà al Pd irpino di affrontare con maggiore forza le prossime scadenze: il rinnovo del Consiglio provinciale del 15 marzo e le amministrative nei comuni, a partire da Avellino, dove i dem puntano a una proposta politica in netta discontinuità con le esperienze di Festa e del centrodestra.
Sul fronte delle alleanze, De Luca ha annunciato la convocazione di un tavolo con le altre forze del centrosinistra per costruire una coalizione ampia e competitiva. L’obiettivo è replicare il modello che ha sostenuto l’elezione del presidente Fico, mantenendo compatto il campo progressista. Le primarie restano una possibilità, ma solo se non emergerà un nome condiviso: ciò che conta, ha ribadito, è individuare un candidato credibile e capace di unire.
Anche Petracca ha espresso soddisfazione per la soluzione trovata, ricordando che la linea nazionale e regionale era quella di favorire congressi unitari. La presentazione della candidatura Palmieri aveva creato il rischio di escludere dall’assemblea i delegati dell’area Schlein, ma la lista unica scongiura questa eventualità. Secondo quanto emerso, Petracca dovrebbe ottenere 41 delegati, assicurandosi così la maggioranza assoluta, mentre le altre componenti si divideranno i restanti 39.
Alaia, intanto, ha mantenuto un profilo prudente, parlando di un’unità “in divenire” e insistendo sul fatto che la priorità non è il nome del segretario, ma la costruzione di una convergenza ampia e stabile.

