La situazione del Giudice di Pace di Marano di Napoli appare oggi particolarmente critica. L’ufficio è stato chiuso e posto sotto sequestro a causa di gravi violazioni delle norme sulla sicurezza e per l’inagibilità della struttura, con effetti immediati e rilevanti sull’amministrazione della giustizia e sull’attività degli operatori del diritto.
A seguito del sequestro, tutte le attività giudiziarie e amministrative risultano sospese. Le udienze civili e penali non vengono celebrate e i procedimenti in corso subiscono inevitabili rallentamenti. Una paralisi che incide direttamente sui diritti dei cittadini e sul principio della ragionevole durata del processo. Nonostante ciò, l’Ufficio del Giudice di Pace di Marano non è stato ancora soppresso né accorpato ad altri uffici: i giudici di pace restano formalmente assegnati alla sede, pur non potendo tenere udienza, e i fascicoli pendenti rimangono attribuiti ai rispettivi giudici naturali, in una sorta di limbo amministrativo e processuale.
Il provvedimento di chiusura è scaturito dall’esecuzione dell’ordinanza con cui il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha convalidato il decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura di Napoli Nord. L’intervento, eseguito dai finanzieri del Comando provinciale di Napoli – Gruppo di Giugliano in Campania – ha fatto emergere gravi e diffuse violazioni in materia di sicurezza e salubrità dei luoghi di lavoro.
Gli accertamenti hanno evidenziato che per anni gli uffici del Giudice di Pace di Marano hanno operato in assenza del rinnovo delle certificazioni antincendio e della revisione dei relativi presidi, con compromissione delle vie di fuga e senza la necessaria SCIA. Sono state inoltre riscontrate carenze igienico-sanitarie e la presenza di umidità nei locali tecnici interrati, condizioni potenzialmente pericolose per la salute di dipendenti, magistrati onorari, avvocati e utenti.
I controlli congiunti effettuati con i Vigili del Fuoco di Napoli e con gli ispettori dell’ASL Napoli 2 Nord hanno confermato l’esistenza di un concreto pericolo attuale (periculum in mora), rendendo inevitabile la chiusura immediata della struttura per inagibilità.
La sospensione generalizzata delle udienze civili e penali ha aperto un fronte di forte preoccupazione per l’avvocatura del territorio. I legali si trovano a dover gestire procedimenti bloccati, rinvii sine die e continue incertezze operative, con ricadute dirette sull’organizzazione degli studi professionali, sui rapporti con la clientela e sulla tutela effettiva dei diritti dei cittadini.
L’assenza di indicazioni chiare sui tempi e sulle modalità di ripresa delle attività giudiziarie aggrava ulteriormente il disagio: i procedimenti pendenti restano formalmente assegnati ai giudici di pace di Marano, ma non possono avanzare, mentre non è stato disposto un trasferimento strutturato delle udienze verso altri uffici. Una situazione che rischia di determinare un accumulo di arretrato difficilmente smaltibile nel medio periodo.
Le problematiche strutturali dell’edificio, peraltro, erano note da tempo. Nonostante ciò, l’Ufficio del Giudice di Pace di Marano continua a rappresentare un presidio giudiziario fondamentale per il territorio, servendo un bacino di circa 350mila abitanti. L’ufficio è organizzato in forma consorziata tra i Comuni di Marano, Melito, Mugnano, Villaricca, Qualiano, Calvizzano e Giugliano in Campania, e la sua paralisi rischia di produrre effetti gravi e duraturi sull’accesso alla giustizia per un’ampia fascia di popolazione.
Proprio la prospettiva di una soppressione o di una chiusura prolungata ha già innescato le proteste dell’avvocatura, che teme un inevitabile sovraccarico per la sede di Aversa e un ulteriore allungamento dei tempi della giustizia. In attesa di decisioni definitive sul futuro dell’ufficio, il Giudice di Pace di Marano resta dunque formalmente esistente ma sostanzialmente paralizzato, mentre cittadini e avvocati continuano a pagare il prezzo più alto di una crisi che impone risposte rapide e strutturali.
(di Alessandro Siniscalchi)

