L?Aula del Senato, con 203 voti a favore 7 contrari e 24 astenuti, ha approvato la risoluzione di maggioranza sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), il programma di investimenti che l'Italia deve presentare alla Commissione europea nell'ambito del Next Generation EU. Sul provvedimento la commissione Cultura di Palazzo Madama aveva dato parere favorevole con alcune condizioni. In particolare, nel parere del relatore e presidente della 7a, Riccardo Nencini (Iv-Psi), si evidenziava che ?il ruolo della cultura va inteso come ?legante? di tutti gli aspetti del Recovery Plan e come cammino nella ricerca della felicità e che la prima sfida consiste nel superare o quantomeno nell?attenuare le disparità tra le diverse aree del Paese, la seconda nel valorizzare le tipicità dei territori, la terza nell?evoluzione verde e nella digitalizzazione del mondo della conoscenza, la quarta l?abbattimento delle disparità di genere e delle povertà educative?. Con riferimento alla Missione 1 (componente 3 "Turismo e cultura") la 7a commissione chiedeva, nel dettaglio, ?di sostenere la formazione di giovani qualificati da impiegare nella valorizzazione dei beni culturali e nella tutela del paesaggio a servizio del territorio, in linea con il recupero dei borghi storici e con l?investimento nelle green-ways e negli antichi tracciati?.
INTERVENTI MIRATI SUI CAMMINI STORICO-RELIGIOSI
?Accanto ai tracciati più ricchi di storia (via Appia e via Francigena) si considerino interventi mirati sui cammini storico-religiosi più significativi, tra cui i percorsi danteschi, il cammino di Francesco, la Via degli Dei, la Via dei Monaci, la Via di San Michele, la Via Romea?.
DIGITALIZZAZIONE
?Si preveda, nell'ambito del progetto 1.2 ?piattaforme e strategia digitali per l'accesso al patrimonio culturale?, che la digitalizzazione dei dati relativi al patrimonio artistico e culturale italiano includa un censimento in schedatura digitale dell?intero patrimonio artistico nazionale con relativa evidenza dei beni che necessitano di restauro. La misura dovrebbe favorire l'istituzione, in ogni regione, di un centro di formazione di giovani provenienti dal territorio con docenti ed esperti, la raccolta di schede digitali da parte di startup, e il conferimento del lavoro ad un centro nazionale di raccolta; si punti a rafforzare l'ecosistema digitale, con particolare riferimento ai luoghi della cultura?.
BIBLIOTECA E DI UN MUSEO SULL?IDENTITÀ NAZIONALE
Nel parere si chiede inoltre di introdurre, anche in considerazione della ricorrenza dei 160 anni dall?unità d?Italia, ?un progetto diretto alla Costituzione di una Biblioteca e di un Museo sull?identità nazionale?.
Ritenuto altresì che la distribuzione delle risorse nelle diverse linee progettuali appare troppo sbilanciata verso asset patrimoniali e sul sistema pubblico a scapito della produzione culturale e delle componenti anche privatistiche del comparto (178.000 imprese operanti nel settore) e che, al contempo, la prevalenza dell?obiettivo turistico e dell'attrattività internazionale rischiano di mortificare il valore intrinseco della creatività, con riferimento alla Missione 1, componente 3 ?Turismo e cultura?, la commissione Cultura chiede che si proceda alle seguenti integrazioni da intendere come condizioni: ?Si accrescano le risorse destinate all'adeguamento tecnologico e digitale dei tanti luoghi della cultura, anche in funzione del superamento del digital divide, per favorire le attività di ripresa audio e video per la divulgazione sul web, oltre alla riqualificazione energetica degli edifici con utilizzo di energie rinnovabili, prevedendo, in particolare, interventi volti al recupero e all'adeguamento tecnologico di teatri e di sale destinate ad attività di spettacolo situati nei borghi storici e nei centri minori, da affidare in gestione, a titolo non oneroso e d?intesa con i comuni, ad associazioni fondazioni e istituti culturali, scuole di ballo, scuole di danza, scuole di teatro e altri organismi di promozione e produzione culturale e si estenda l'ambito di applicabilità delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica di teatri, cinema e altre strutture culturali, nonché per l'abbattimento delle barriere architettoniche?.
TUTELA E CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE
?Si preveda un incremento delle risorse finanziarie e il potenziamento delle risorse umane destinate alle attività di tutela e di conservazione del patrimonio culturale e del paesaggio al fine di assicurare le necessarie attività di mappatura, manutenzione preventiva e ordinaria programmata, nonché di manutenzione straordinaria, di prevenzione dai rischi di dissesto idrogeologico e sismico nonché dagli effetti dei cambiamenti climatici, prevedendo in questo contesto interventi di efficientamento energetico per tutti i luoghi e gli edifici che ospitano il patrimonio e le attività culturali?.
GIOVANI ARTISTI E STATUTO DEI LAVORI CULTURALI
?Si rafforzi l'investimento pubblico sul capitale umano, anche favorendo l?applicazione della legge 9 luglio 1949, n. 717, che impone alle amministrazioni pubbliche di destinare una quota del costo di nuove costruzioni all'abbellimento degli stessi con opere d'arte, a vantaggio dei giovani artisti; si promuova la riforma del lavoro culturale, nell'ottica del riconoscimento delle imprese, della definizione di uno statuto dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative e delle professioni culturali, che comprenda i diversi ambiti: musica - con particolare riferimento alle fondazioni lirico sinfoniche, al settore dei concerti e alla musica contemporanea - teatro, danza, circo e spettacolo viaggiante, a partire dalle tutele di base, dall'istituzione dello sportello unico dello spettacolo, dall'introduzione del tax credit per lo spettacolo e di buoni occasionali per retribuire le prestazioni occasionali di lavoratori non professionisti dello spettacolo?.
POTENZIAMENTO BIBLIOTECHE NELLE PERIFERIE URBANE
Si chiede poi di destinare ?maggiori risorse, rispetto ai 400 milioni di euro attualmente previsti nell'ambito del progetto 2.3 "Programma Luoghi identitari, periferie, parchi e giardini storici", per un effettivo potenziamento strutturale dei centri multifunzionali e delle biblioteche nelle periferie urbane e per un rafforzamento del loro collegamento con impianti sportivi, spazi a verde, scuole?.
LINEE FERROVIARIE DISMESSE E CASERME IN DISUSO
?Si preveda un piano nazionale di opere pubbliche destinate alla cultura e si individuino maggiori risorse per l'utilizzo delle stazioni e delle linee ferroviarie dismesse quali luoghi della cultura e si inserisca analoga linea progettuale per le caserme in disuso e la valorizzazione dei teatri storici, favorendo forme di gestione di partenariato pubblico-privato?.
ALLARGARE OFFERTA MUSEALE SU MODELLO UFFIZI
?Si preveda l'allargamento dell'offerta museale su più poli espositivi utilizzando le collezioni in giacenza nei depositi delle principali gallerie sul modello proposto dal museo degli Uffizi; si prevedano misure per favorire forme di partenariato pubblico-privato nella gestione degli interventi?.
IVA AL 4% SU BIGLIETTI
?Si prevedano iniziative volte a consentire l?introduzione dell?IVA al 4 per cento sui biglietti per gli spettacoli dal vivo?.
AUDIOVISIVO
?Si prevedano specifici investimenti per la ricapitalizzazione di imprese cine audiovisive e, con specifico riferimento a Cinecittà, si punti alla sua valorizzazione quale centro della creatività, assumendo idonee iniziative in parallelo al potenziamento della sua capacità produttiva già previsto nel Piano?.
SOSTEGNO A LIBRERIE INDIPENDENTI E 18APP
Infine nel parere si chiede che ?siano previste misure di sostegno alle librerie indipendenti, presidio di pluralismo nell'offerta culturale, nonché interventi in favore di siti italiani e-commerce legati all?editoria, tenuto conto del crescente ruolo dell'e-commerce che, a seguito della pandemia, è arrivato a superare il 50 per cento del mercato con una netta egemonia delle grandi piattaforme digitali internazionali (in particolare Amazon), nonché la liberalizzazione dei punti vendita dei quotidiani; si preveda inoltre l'incremento delle risorse destinate al cosiddetto bonus cultura (18App) e la promozione di una maggiore pubblicità di tale strumento?.
L’approvazione unanime, in Commissione Affari sociali del Senato, delle due proposte avanzate dal Senatore Orfeo Mazzella (M5S) rappresenta un passaggio di grande rilievo nel percorso di rafforzamento dei diritti delle persone con disabilità in Italia. Non si tratta soltanto di un successo politico, ma di un risultato che incide concretamente sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Il fatto che maggioranza e opposizione abbiano votato insieme a favore di proposte provenienti da un senatore di opposizione dimostra la solidità del lavoro svolto, la qualità delle argomentazioni e la capacità di costruire soluzioni che superano le appartenenze politiche quando in gioco ci sono diritti fondamentali.
Il primo punto qualificante riguarda l’estensione dei poteri dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Nel testo iniziale del Governo, il Garante avrebbe potuto agire in giudizio solo contro la pubblica amministrazione, lasciando scoperto l’ambito in cui, nella realtà, si verificano la maggior parte delle discriminazioni: quello privato. L’inaccessibilità di un negozio, il rifiuto di assumere una persona con disabilità, l’aumento ingiustificato di un premio assicurativo, un sito web non fruibile, un ristorante che respinge un cane guida sono esempi concreti di ostacoli che non provengono dallo Stato, ma da soggetti privati. Con la modifica approvata, il Garante potrà finalmente intervenire anche in questi casi, colmando una lacuna che avrebbe reso l’Autorità inefficace proprio dove la tutela è più necessaria. È un cambiamento strutturale che dà pieno senso all’istituzione stessa del Garante, restituendole la capacità di incidere realmente.
Il secondo elemento di grande importanza è la creazione di una rete nazionale dei garanti territoriali. Oggi la tutela dei diritti delle persone con disabilità varia sensibilmente da un territorio all’altro, con differenze marcate tra grandi città e piccoli comuni, tra regioni più strutturate e aree dove le figure di garanzia sono assenti o prive di poteri adeguati. Questa disomogeneità produce una geografia irragionevole dei diritti, che non può essere accettata in un Paese che si fonda sul principio di uguaglianza. La nascita di una rete coordinata dall’Autorità nazionale permette di uniformare criteri, competenze e strumenti, garantendo che ogni cittadino, ovunque viva, possa contare sullo stesso livello di tutela. È un passo decisivo verso un sistema più equo e coerente.
Il valore di questo risultato risiede anche nel metodo che lo ha reso possibile. Il Senatore Mazzella ha ricordato come il lavoro parlamentare più efficace sia spesso quello silenzioso, fatto di studio dei testi, costruzione di proposte solide e capacità di sostenerle con determinazione anche quando non godono della visibilità dei talk show. È un approccio che restituisce dignità alla funzione legislativa e che dimostra come, anche dai banchi dell’opposizione, sia possibile incidere in modo significativo quando si lavora con competenza e serietà.
Per le persone con disabilità e per le loro famiglie, ciò che conta sono i risultati concreti, non le dichiarazioni di principio. L’approvazione unanime di queste proposte rappresenta un avanzamento reale, che rafforza gli strumenti di tutela e riduce le disuguaglianze territoriali. È un segnale importante anche per il Governo, che ora dovrà recepire queste indicazioni nel testo definitivo del decreto. Il percorso non è concluso, ma la direzione è tracciata con chiarezza.
Il lavoro svolto dal Senatore Mazzella mostra come l’impegno costante, il dialogo istituzionale e la capacità di ascoltare le associazioni che da anni si battono su questi temi possano produrre cambiamenti significativi. È un esempio di politica che mette al centro le persone e i loro diritti, e che merita di essere riconosciuto per il contributo positivo che porta al Paese.