Centro Autismo di Valle consegnato all’ASL: svolta dopo 20 anni… a ridosso delle elezioni di Avellino”

A pochi giorni dalle prossime elezioni comunali di Avellino, la consegna ufficiale del Centro per l’Autismo “Leo Kanner” all’ASL Avellino segna la fine di un lungo percorso amministrativo e l’inizio di una nuova fase per la sanità territoriale. L’atto, firmato in mattinata presso la Casa Comunale dalla Commissaria prefettizia Giuliana Perrotta e dalla Direttrice generale dell’ASL Maria Concetta Conte, arriva dopo mesi di interlocuzioni e anni di attese, in un momento che inevitabilmente assume anche un valore politico.

La struttura, situata in Contrada Serroni – località Valle, ospiterà circa trenta pazienti residenti e sarà dedicata alla diagnosi, alla terapia e al sostegno delle famiglie con persone nello spettro autistico. Il centro, noto come “Cubo blu di Valle”, è stato intitolato a Leo Kanner (1894–1981), il medico che per primo definì l’autismo come sindrome clinica specifica. L’ASL si occuperà ora dell’allestimento degli spazi e dell’avvio dei servizi clinici e riabilitativi, con l’obiettivo di garantire prestazioni continuative e specialistiche.

La firma del verbale di consegna, preceduta dall’accordo ex art. 15 della legge 241/1990, chiude una vicenda iniziata nei primi anni Duemila, con la posa della prima pietra nel 2007 e una sequenza di rinvii, infiltrazioni e contenziosi che hanno reso il centro simbolo di un’attesa infinita. Solo nel 2023, dopo le tensioni tra Comune e ASL e l’ipotesi di affidamento a soggetti privati, si è tornati a un percorso condiviso che ha portato alla riapertura dei cancelli.

Durante la cerimonia, è stata scoperta la targa di intitolazione e si è svolto un sopralluogo congiunto. La consegna è stata definita “un risultato di grande rilievo” dalla Commissaria Perrotta, che ha sottolineato la collaborazione istituzionale come chiave per superare le criticità accumulate negli anni.

Sul fronte politico, il candidato sindaco Nello Pizza ha ricordato come il centro sia stato “ostaggio della malapolitica” e ha promesso di farsi garante del dialogo tra istituzioni e famiglie. I genitori dei pazienti, protagonisti di una lunga battaglia civile, hanno avviato una petizione per intitolare la struttura al dottor Camillo Vittozzi, neuropsichiatra infantile che in Irpinia fu pioniere nella diagnosi e nel trattamento delle neurodivergenze.

La coincidenza temporale con la campagna elettorale non passa inosservata: la riapertura del centro, attesa da quasi trent’anni e avvenuta alla vigilia della tornata elettorale, diventa anche un segnale politico di riconciliazione tra amministrazione e cittadinanza, dopo anni di promesse disattese. Il Centro “Leo Kanner” rappresenta oggi non solo un presidio sanitario, ma anche un simbolo di riscatto per una comunità che ha saputo trasformare la delusione in partecipazione civica, chiedendo alle istituzioni di tornare a essere credibili e presenti.


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