La seconda giunta regionale della Campania guidata da Roberto Fico — la prima con un’agenda politica sostanziale — ha segnato l’avvio concreto del nuovo corso amministrativo. Al centro della riunione sono stati posti due dossier che incidono direttamente sulla qualità dei servizi pubblici e sulle condizioni dei lavoratori: la riorganizzazione della sanità regionale e l’introduzione del salario minimo negli appalti e nei servizi convenzionati.
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’avvio della procedura per individuare il nuovo direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, struttura cardine del sistema sanitario campano. La scelta del vertice del Ruggi assume un valore strategico in una fase segnata da liste d’attesa ancora critiche, carenze di personale e gestione complessa dei fondi PNRR, elementi che richiedono una guida forte e competente.
Parallelamente, la giunta ha affrontato il tema del lavoro, discutendo l’introduzione del salario minimo nei contratti legati agli appalti pubblici e ai servizi esternalizzati. L’obiettivo è garantire retribuzioni dignitose a migliaia di lavoratori impiegati in settori spesso caratterizzati da precarietà e compressione salariale, dalla sanità al sociale, dalla logistica alla manutenzione. Una scelta che conferma la volontà del presidente Fico di collocare diritti del lavoro e sanità pubblica al centro della propria agenda.
La giornata del 26 gennaio ha portato anche a tre nomine di profilo tecnico-giuridico, destinate a rafforzare la macchina amministrativa regionale. Domenico De Falco è stato designato Vicario del Capo di Gabinetto, figura con un solido background istituzionale; Maurizio Fumo, già presidente della V sezione penale della Corte di Cassazione, assume l’incarico di consigliere per la semplificazione normativa e la valutazione dell’impatto legislativo; Gemma Tuccillo, magistrata di Cassazione in quiescenza ed ex giudice minorile, è stata nominata consigliera per le politiche sociali, minorili, penitenziarie e organizzative. Tre profili di alto livello che rafforzano la struttura tecnica della Regione.
È significativo sottolineare che queste nomine non riguardano le presidenze delle commissioni consiliari, ancora oggetto di trattativa politica. Rimane in sospeso soprattutto la presidenza della Commissione Sanità, insieme ad almeno altre due commissioni chiave, un segnale che gli equilibri interni alla maggioranza non sono ancora del tutto definiti.
Nel complesso, la seconda giunta Fico ha rappresentato un passaggio politico decisivo, più che un semplice atto amministrativo. La Campania riparte da ospedali, salari e competenze tecniche, mentre sullo sfondo resta aperta la partita delle commissioni, destinata a incidere sugli assetti del nuovo Consiglio regionale.

