Autovelox di Tufino, pioggia di ricorsi vinti: molte multe annullate, ma la confusione rimane

Negli ultimi mesi il tratto della SS 7 bis che attraversa la frazione Schiava di Tufino (NA) è diventato il simbolo di un contenzioso che continua ad allargarsi. L’autovelox installato lungo quella direttrice, già al centro di polemiche sin dal giorno dell’attivazione, sta generando una serie di annullamenti che stanno mettendo in discussione l’intero impianto sanzionatorio.

Molti cittadini hanno scelto di contestare le multe rivolgendosi al Prefetto di Napoli, come previsto dalla legge. È una procedura alternativa al ricorso davanti al Giudice di Pace, e in teoria dovrebbe garantire una risposta amministrativa entro termini precisi. Ma proprio su questo punto si è verificato ciò che sta facendo cadere una sanzione dopo l’altra: in moltissimi casi l’amministrazione non si è costituita nei tempi stabiliti, lasciando i ricorsi privi di qualunque opposizione formale.

La normativa di riferimento — la legge 689 del 1981 — impone infatti all’autorità competente di depositare memorie, atti e documenti necessari a sostenere la validità del verbale. Se ciò non avviene, la Pubblica Amministrazione viene considerata inattiva, e l’inerzia equivale a una rinuncia alla difesa. In assenza di controdeduzioni, i verbali non possono reggere in giudizio e vengono annullati per difetto di prova.

Il fenomeno non è isolato: le decisioni favorevoli agli automobilisti si stanno moltiplicando, e molte di esse non si limitano a rilevare la mancata costituzione del Prefetto. Diversi ricorsi, infatti, sollevano ulteriori criticità: la correttezza della classificazione del tratto stradale, ritenuto da più parti impropriamente assimilato a una strada urbana; la presunta mancata dimostrazione dell’omologazione dell’apparecchio, richiesta dall’articolo 142 del Codice della Strada e dalla giurisprudenza più recente; dubbi sulle tarature periodiche; segnaletica giudicata insufficiente o non conforme; e l’assenza dei decreti autorizzativi definitivi.

Si tratta di questioni che erano state sollevate già nei primi mesi di funzionamento dell’autovelox, quando molti residenti avevano denunciato un numero anomalo di verbali e una gestione poco trasparente dell’impianto.

L’effetto combinato di questi elementi sta producendo un vero e proprio terremoto amministrativo: ogni ricorso accolto diventa un precedente, e il numero di sanzioni annullate cresce di settimana in settimana. Pare che l’apparecchio sia stato nel frattempo (temporaneamente?) disattivato, ma il contenzioso resta aperto e potrebbe sfociare anche in richieste di rimborso da parte di chi ha già pagato.

La vicenda, destinata a far discutere ancora a lungo, riaccende il dibattito sull’uso degli autovelox e sulla necessità di garantire procedure impeccabili, affinché strumenti nati per tutelare la sicurezza stradale non si trasformino in un terreno fertile per errori amministrativi e sfiducia nei confronti delle istituzioni.

 

DISCLAIMER

Si precisa comunque, che l’autovelox di Tufino (Na), posto al Km. 57,3 è, ad oggi 10 gennaio 2026, presente nella Lista Dispositivi di rilevamento della velocità consultabile sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e che informazioni precise e ufficiali sul suo stato effettivo attuale (spento o acceso) vanno eventualmente richieste direttamente al Comando dei Vigili Urbani di Tufino o all’Amministrazione Comunale.

 


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