Il progetto di collegamento ferroviario diretto tra Napoli e Avellino entra nel vivo del dibattito pubblico con un incontro promosso da ANCE Avellino al Teatro Colosseo di Baiano, che si terrà sabato 20 settembre 2025.
L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di amministratori locali, tecnici e rappresentanti del mondo associativo, accenderà i riflettori su un tema cruciale: quali prospettive per il Baianese in relazione a una delle opere infrastrutturali più attese degli ultimi decenni.
A coordinare i lavori sarà la dottoressa Silvana Acierno, mentre l’illustrazione tecnica del progetto sarà affidata all’architetto Mauro Smith, responsabile del disegno della nuova linea ferroviaria, e al presidente di ANCE Avellino, Silvio Sarno, che sottolineerà il valore strategico dell’iniziativa.
Accanto a loro, i sindaci del territorio, da Enrico Montanaro di Baiano a Vincenzo Biancardi di Avella, da Adolfo Alaia di Sperone a Antonio Colucci di Sirignano, fino a Alessandro Napolitano di Mugnano del Cardinale e Simone Rozza di Quadrelle, che condivideranno riflessioni e aspettative. Invitati anche il consigliere regionale Enzo Alaia.
Il progetto, nelle parole dei promotori, non è soltanto un’opera ferroviaria ma una visione integrata di sviluppo. L’idea di un collegamento diretto tra Napoli Centrale, Afragola, Nola, Baiano, Torrette e Avellino rappresenta la possibilità di ridurre i tempi di percorrenza, favorire l’intermodalità e creare le condizioni per una mobilità moderna e sostenibile.
Particolare attenzione verrò posta alle ricadute sul Baianese, territorio che da troppo tempo vive una condizione di marginalità infrastrutturale. La stazione di Baiano, oggi poco valorizzata, potrebbe diventare un nodo centrale del sistema ferroviario regionale, aprendo nuove prospettive di crescita. Questo significherebbe attrarre investimenti, trattenere i giovani e contrastare fenomeni come la desertificazione demografica e la fuga dei cervelli, che da anni penalizzano le aree interne della Campania.
ANCE Avellino, attraverso questa proposta, si propone non solo come attore del settore edilizio ma come motore di sviluppo territoriale. La linea è stata pensata per integrarsi con il paesaggio e minimizzare l’impatto ambientale, valorizzando i tratti esistenti. L’obiettivo non è cementificare ma connettere, dando un nuovo significato al rapporto tra infrastruttura e comunità.
Le ricadute positive sarebbero molteplici. Nella fase di realizzazione e in quella di gestione, l’opera creerebbe nuove opportunità occupazionali. Un territorio più accessibile potrebbe rilanciare il turismo locale, valorizzando cultura e natura, e offrire servizi più efficienti in ambiti cruciali come sanità, istruzione e commercio.
Il messaggio dell’iniziativa è chiaro: senza una scelta politica forte, il progetto rischia di restare un sogno. Le istituzioni regionali e nazionali sono chiamate, perciò, a dare risposte concrete, trasformando questa visione in realtà.
L’obiettivo è smettere di essere considerati un’area marginale per diventare parte integrante di una Campania che cresce.


