Irpinia – Aumento delle tariffe idriche: Come hanno votato i Sindaci, e le proteste di altri amministratori e dei consumatori


Ieri il Consiglio di Distretto Irpino dell’Ente Idrico Campano, organismo sovracomunale responsabile della definizione delle tariffe e delle politiche di settore, ha deliberato un aumento delle tariffe idriche pari al 30 %, da applicarsi gradualmente fino al 2029. Tale misura non coinvolge direttamente Alto Calore Servizi, la società pubblica incaricata esclusivamente della gestione operativa della rete, della distribuzione e della manutenzione degli impianti.

Secondo le associazioni dei consumatori, un rincaro così consistente sarebbe stato evitabile se l’Ente avesse proceduto a una rigorosa “spending review”, partendo da:

  • contenimento degli stipendi dei dirigenti di vertice;

  • razionalizzazione delle spese correnti e revisione dei contratti esterni;

  • taglio degli sprechi operativi e degli oneri accessori.

Solo così, sostengono i consumatori, si sarebbe potuto risanare il bilancio senza gravare ulteriormente sulle famiglie e sulle imprese. Inoltre, secondo le stesse associazioni, chi ha votato a favore di questa misura rifletterebbe – si usa il condizionale – la visione di un certo schieramento “politico”, teso a finanziare investimenti esterni a scapito di una gestione più parsimoniosa.

Di seguito l’esito del voto in sede di Consiglio distrettuale (25 sindaci presenti su 32):

  • Favorevoli (12): Michele Buonfiglio · Gianluca Camerlengo · Pasquale Carbone · Giuseppe De Pasquale · Vito Di Leo · Michele Di Maio · Germano Di Rienzo · Tommaso Moscato · Antonio Olivieri · Beniamino Palmieri · Alfonso Pescatore · Simone Rozza

  • Contrari (4): Gaetano Musto · Paolo Spagnuolo · Marcantonio Spera · Michele Vignola

  • Astenuti (2): Michele Boccia · Emilio Salvatore

  • Assenti (7): Vincenzo Bruno · Antonio Corbisiero · Rocco D’Andrea · Lorenzo Melillo · Nicola Moretti · Alessandro Napolitano · Antonio Spiniello

Risalta in particolare il comunicato odierno del Comune di Sirignano, che definisce l’aumento «inaccettabile» e adottato senza un reale coinvolgimento delle amministrazioni locali. Sindaco e consiglieri affermano:

«L’acqua è un bene primario, universale e non mercificabile. Le criticità gestionali dell’Ente non possono ricadere solo sui cittadini, già gravati da spese essenziali in crescita continua

Sirignano annuncia l’indizione di un’assemblea pubblica aperta a tutti i residenti, invitando rappresentanti di Alto Calore Servizi e dell’Ente Idrico Campano per ottenere chiarimenti dettagliati sulle ragioni tecniche e finanziarie dell’aumento. Gli obiettivi principali saranno:

  • avviare un confronto su un piano di rientro che privilegi tagli organizzativi e di funzionamento interno;

  • discutere interventi di efficienza energetica e riduzione delle perdite prima di aumentare le tariffe;

  • garantire criteri di equità per tutelare le fasce più deboli e i comuni dotati di risorse idriche autonome (pozzi privati).

Infine, il Comune predisporrà una petizione, con l’obiettivo di sospendere o ritirare la delibera finché non si sarà instaurato un percorso di trasparenza e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.

Oggi, 8 agosto alle ore 15:00, a Napoli, si riunisce il Comitato Esecutivo dell’EIC.

All’ordine del giorno c’è un punto cruciale:

Approvazione dello schema regolatorio 2024–2029 per Alto Calore Servizi SpA.

È questo lo strumento che renderà operativo e vincolante l’aumento votato il 7 agosto e che fisserà le regole, gli investimenti e la gestione per i prossimi 5 anni.
Se ieri hanno “deciso” di far pagare di più la bolletta dell’acqua, oggi stabiliranno come e per quanto tempo.
E lo faranno ancora una volta senza un vero confronto con i cittadini, i comitati, i consumatori.
I consumatori dicono NO a questa logica:
  • No agli aumenti imposti per coprire i debiti del concordato.
  • Sì alla riduzione degli sprechi, riscossione dei crediti e fondi per investimenti.
  • Sì alla trasparenza e al coinvolgimento dei territori.