
Ci sono momenti nella storia di una nazione in cui diventa necessario cambiare prospettiva. L’Italia vive oggi uno di quei momenti. Per troppo tempo il Mezzogiorno è stato raccontato come un territorio da sostenere, mentre avrebbe dovuto essere considerato la più grande opportunità strategica del Paese.
La geografia, prima ancora dell’economia, ci indica la strada. L’Italia è il ponte naturale tra l’Europa e il Mediterraneo e il Mezzogiorno ne rappresenta il baricentro. In un contesto internazionale caratterizzato dalla ridefinizione delle catene globali del valore, dall’espansione dei traffici commerciali e dalla crescente centralità del Mediterraneo, il Sud può diventare il principale corridoio logistico europeo verso Africa, Medio Oriente e Asia.
Non è una visione teorica, ma una concreta strategia di politica industriale.
L’Europa ha bisogno di nuovi corridoi logistici efficienti, sicuri e moderni. L’Italia può assumerne la guida, ma soltanto se saprà valorizzare il proprio vantaggio competitivo naturale: il Mezzogiorno.
Occorre una rete integrata di aeroporti per il trasporto passeggeri e, soprattutto, per il trasporto delle merci, collegata ai grandi porti del Sud, agli interporti, all’alta capacità ferroviaria e alla rete autostradale. È questa la piattaforma logistica che può fare dell’Italia la porta d’ingresso dell’Europa nel Mediterraneo.
Oggi il nostro Paese sconta un evidente squilibrio infrastrutturale. Le principali piattaforme cargo sono concentrate nel Nord, mentre il Centro, il Mezzogiorno e le Isole soffrono una carenza di strutture dedicate al traffico merci. È una debolezza che limita l’export, rallenta la competitività delle imprese e impedisce di valorizzare appieno la posizione geografica dell’Italia.
Colmare questo divario significa costruire una nuova economia.
Un sistema logistico moderno non genera soltanto movimentazione di merci. Produce innovazione, investimenti, ricerca, formazione e occupazione qualificata. Attorno a un hub logistico internazionale si sviluppano imprese, servizi avanzati, centri di innovazione, piattaforme digitali, attività doganali, commercio internazionale e nuove filiere industriali.
La vera ricchezza sarà rappresentata dalle persone.
I giovani del Mezzogiorno possiedono competenze, creatività e capacità di innovazione che troppo spesso vengono disperse a causa della mancanza di opportunità. Una grande strategia logistica nazionale può invertire questa tendenza, creando una domanda crescente di professionisti altamente qualificati: ingegneri, esperti di logistica, specialisti della supply chain, operatori del commercio internazionale, informatici, analisti dei dati, tecnici della digitalizzazione, esperti di intelligenza artificiale applicata ai trasporti e professionisti con una solida preparazione linguistica.
Questa è la nuova politica industriale di cui il Paese ha bisogno: creare infrastrutture che generino futuro.
La CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO sostiene questa impostazione da molti anni. Le nostre iniziative internazionali hanno sempre guardato con particolare attenzione alle sponde del Mediterraneo, perché è lì che si concentra una parte decisiva delle opportunità economiche dei prossimi decenni. Naturalmente il Made in Italy continuerà a proiettarsi verso tutti i continenti, ma ogni grande strategia internazionale deve poggiare su una base logistica forte, moderna e competitiva.
Il Mezzogiorno può diventare questa base.
Non chiediamo interventi straordinari, ma una programmazione coerente, investimenti lungimiranti e una governance capace di mettere in rete aeroporti, porti, ferrovie, università, imprese e centri di ricerca. Il successo non dipenderà da una singola infrastruttura, ma dalla capacità di costruire un sistema integrato che renda il Sud il principale nodo logistico del Mediterraneo.
L’Italia ha davanti una straordinaria occasione. Può limitarsi a osservare i cambiamenti in atto oppure può scegliere di guidarli. Io credo che il nostro Paese abbia tutte le competenze, le imprese e il capitale umano necessari per assumere questo ruolo.
Il Mezzogiorno non rappresenta il margine dell’Europa.
È il suo confine più dinamico.
È la porta attraverso la quale possono transitare merci, investimenti, innovazione, cultura e sviluppo.
Trasformare questa consapevolezza in una strategia nazionale significa restituire centralità all’Italia e costruire una prospettiva concreta per le nuove generazioni.
Pensiero del Presidente Guerriero
“Le grandi infrastrutture non sono semplicemente opere da costruire. Sono il luogo in cui si incontrano visione politica, sviluppo economico e speranza sociale. Fare del Mezzogiorno la piattaforma logistica dell’Europa nel Mediterraneo significa creare lavoro qualificato, trattenere i nostri giovani, rafforzare le imprese e restituire all’Italia il ruolo strategico che la sua storia, la sua geografia e le sue eccellenze meritano. È una scelta che guarda ai prossimi decenni e che può diventare uno dei più importanti progetti di sviluppo nazionale.“

