La notte sull’Ofantina si è trasformata in un incubo quando una mandria di bovini ha invaso all’improvviso la carreggiata, provocando un incidente tanto inatteso quanto violento. Otto mucche sono rimaste uccise e quattro persone sono finite in ospedale, tra loro anche un bambino, fortunatamente senza conseguenze considerate preoccupanti dai medici del “Moscati” di Avellino.
Il tratto interessato, nel territorio di Volturara Irpina, è uno dei più bui dell’arteria che collega Avellino all’Alta Irpinia. Proprio la scarsa illuminazione avrebbe impedito agli automobilisti di accorgersi per tempo della presenza degli animali. Le auto coinvolte – almeno tre – si sono ritrovate davanti una barriera imprevista e impossibile da evitare. L’impatto ha distrutto i veicoli e disseminato la strada di carcasse, costringendo i soccorritori a un intervento complesso e immediato.
Sul posto sono arrivati carabinieri, vigili del fuoco, personale del 118 e tecnici dell’Anas, impegnati a ripristinare la sicurezza e a gestire una scena che ricordava più un disastro rurale che un incidente stradale. È stato allertato anche il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL di Avellino, che ha avviato le verifiche sanitarie necessarie per la rimozione degli animali e per escludere rischi di natura igienico‑sanitaria.
Resta da chiarire come una mandria sia potuta finire su una statale nel cuore della notte. Gli investigatori non escludono l’ipotesi del furto di bestiame, una pista che negli ultimi anni ha già fatto capolino in altre zone interne della Campania. Se gli animali fossero stati sottratti da un allevamento e poi sfuggiti al controllo durante un trasferimento clandestino, la dinamica dell’incidente assumerebbe contorni ancora più inquietanti.
La comunità irpina, scossa dall’accaduto, torna a interrogarsi sulla sicurezza dell’Ofantina, una strada che da tempo convive con criticità strutturali e tratti poco illuminati. L’episodio, con la sua miscela di fatalità e possibili responsabilità umane, riporta al centro dell’attenzione un problema noto ma mai davvero risolto: la vulnerabilità delle arterie interne quando si sommano scarsa manutenzione, buio e imprevisti di natura rurale.
In attesa che le indagini facciano chiarezza, resta l’immagine di una notte segnata da lamiere contorte, animali senza vita e famiglie finite in ospedale per un evento tanto assurdo quanto evitabile.

