Giudice di Pace di Marano chiude: uffici pronti al trasferimento ad Aversa.

Salvo imprevisti il Giudice di Pace di Marano è pronto a trasferirsi ad Aversa, dopo il sequestro dell’edificio maranese disposto dalla Procura di Napoli Nord per gravi criticità strutturali. Un provvedimento che ha segnato la parola fine su ogni ipotesi di permanenza e ha imposto una soluzione immediata per garantire la continuità del servizio giudiziario.

La scelta è caduta su Aversa, città che già ospita il Tribunale di Napoli Nord e che offre garanzie logistiche e organizzative per servire i sette comuni del comprensorio giuglianese. Una decisione maturata nel corso di una riunione tenutasi in Prefettura a Caserta, alla presenza del prefetto Lucia Volpe, del presidente Todisco, dei rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati e del Comune di Aversa.

La nuova sede sarà individuata nell’ex carcere mandamentale di via Saporito, immobile pubblico che verrà adeguato alle esigenze degli uffici giudiziari. Secondo le prime stime, i lavori di ristrutturazione dovrebbero concludersi in circa un mese e mezzo, consentendo una rapida riattivazione delle attività.

Il sequestro della struttura di Marano ha reso inevitabile una scelta rapida, mettendo definitivamente da parte soluzioni alternative. In questo contesto, Aversa è apparsa fin da subito l’opzione più concreta, anche per evitare il rischio di blocchi e ritardi nell’amministrazione della giustizia.

Tagliata fuori Giugliano. Nonostante le pressioni della politica locale, la città non è stata presa in considerazione come possibile nuova sede. Una esclusione che riporta alla memoria un precedente ancora discusso: la mancata assegnazione, negli anni passati, del Tribunale metropolitano e della Procura, poi trasferiti proprio ad Aversa.

Ora l’attenzione è rivolta ai tempi dei lavori e agli ultimi passaggi burocratici. Se il cronoprogramma sarà rispettato, il Giudice di Pace di Napoli Nord potrà tornare pienamente operativo ad Aversa nel giro di poche settimane, archiviando definitivamente l’esperienza maranese.

(di Alessandro Siniscalchi)