L’Italia femminile esce dall’Europeo a testa altissima. Nella semifinale degli Europei femminili UEFA 2025, sul prato impeccabile dello Stade de Genève di Ginevra, le Azzurre hanno sfiorato un’impresa storica, arrendendosi 2-1 all’Inghilterra solo nei supplementari. Contro le campionesse in carica, le ragazze di Andrea Soncin hanno mostrato grinta, organizzazione e qualità, dimostrando di poter stare al livello delle big e meritando forse un destino diverso.
Il match è stato intenso e vibrante sin dai primi minuti, con un’Italia coraggiosa che non ha mai smesso di pressare e ripartire. Il vantaggio, al 33’, porta la firma di Barbara Bonansea, che ha raccolto un assist illuminante di Sofia Cantore e ha gelato la difesa inglese con un destro preciso. Da lì in avanti le Azzurre hanno saputo difendersi con ordine, respingendo l’assalto delle rivali grazie a una Laura Giuliani superlativa, capace di ipnotizzare le attaccanti avversarie con almeno tre interventi da campionessa.
Ma il calcio sa essere crudele: al 96’, quando la vittoria sembrava ormai a portata di mano, la giovane stellina inglese Michelle Agyemang ha punito la retroguardia italiana con un tocco ravvicinato che ha rimesso in parità la sfida, portandola ai supplementari. Nei trenta minuti finali, l’Italia ha resistito con tutte le forze, ma a un passo dai rigori è arrivata la beffa. Al 119’, su un discusso contatto di Emma Severini con Beth Mead, l’arbitro ha indicato il dischetto: Chloe Kelly ha colpito la traversa, ma è stata la più rapida a ribadire in rete, regalando la finale alle Lionesses e lasciando l’Italia con l’amaro in bocca.
Nonostante il ko, questo Europeo segna un punto di svolta per il movimento azzurro. Dopo una qualificazione combattuta, la squadra ha dominato la fase a gironi e ha steso la Norvegia ai quarti grazie alla doppietta della leader Cristiana Girelli, simbolo di un gruppo che ha trovato compattezza e carattere. Le semifinali mancavano dal 1997, ma l’Italia di oggi ha dimostrato di poter tornare stabilmente nell’élite del calcio femminile europeo.

Le protagoniste di questa cavalcata meritano un elogio speciale. Barbara Bonansea, autrice del gol e anima della squadra, ha guidato l’attacco con classe e determinazione. Laura Giuliani, tra i pali, ha parato tutto il parabile e si è confermata tra le migliori portiere del torneo. Elena Linari e Cecilia Salvai hanno retto l’urto difensivo con grande esperienza, mentre Manuela Giugliano ha diretto l’orchestra di centrocampo, sostenuta dall’energia di Giada Greggi, Arianna Caruso e Sofia Cantore. E poi c’è Girelli, la capitana, capace di trascinare e segnare nei momenti chiave.
Il condottiero di questa squadra, Andrea Soncin, ha saputo creare un gruppo unito, che gioca con coraggio e mentalità offensiva. Nel dopo partita le sue parole hanno riassunto tutto: «Abbiamo dimostrato di poter competere con le più forti. Le ragazze devono essere fiere di quello che hanno fatto». Anche Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha voluto applaudire: «Questa Nazionale ha acceso l’orgoglio di tutti noi. È solo l’inizio di un percorso straordinario».
Il calcio femminile italiano ha bisogno di sostegno e visibilità – e anche sponsor – poiché le emozioni regalate da queste Azzurre meritano di essere raccontate. Sono ragazze che lottano, emozionano e rappresentano l’Italia con orgoglio.
Tifosi, media e sponsor devono saper cogliere questo momento: non è più tempo di guardare distratti, ma di dare a queste campionesse l’attenzione che meritano. Perché, anche senza la finale, l’Italia è già vincente.

