Dall’Irpinia a Monaco di Baviera, passando per il cuore della Champions: l’orgoglio imprenditoriale e artigiano italiano alza il trofeo più ambito del calcio europeo.

Sul prato impeccabile dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera questa sera si scriverà un nuovo capitolo nella storia della UEFA Champions League.
L’Inter di Simone Inzaghi e il PSG di Luis Enrique si sfideranno per conquistare il titolo più prestigioso del calcio continentale. Ma c’è un protagonista silenzioso, prezioso, che attende solo di essere sollevato verso il cielo da Lautaro Martinez o da Marquinhos: la coppa, forgiata con maestria nella verde Irpinia.
Sì, perché è proprio ad Avellino che prende vita il trofeo che questa sera tutti gli occhi del mondo vedranno sollevarsi nella notte tedesca. A realizzarlo è Iaco Group, eccellenza artigianale tutta italiana, azienda leader internazionale nella produzione di trofei sportivi. Una realtà familiare, radicata nel territorio ma con lo sguardo proiettato verso i palcoscenici globali.
Dietro quell’argento scintillante ci sono le mani (e le menti) esperte di Alberto e Igino Iacovacci, originari di Mugnano del Cardinale, artefici di un’opera che non è solo bellezza estetica, ma è anche simbolo di fatica, precisione e passione.
Una realtà imprenditoriale internazionale – Iaco Group ha una sede anche a Lugano – sinonimo di leadership mondiale nel campo della realizzazione dei trofei di élite «La Coppa della Champions rappresenta la ciliegina sulla torta per la nostra azienda, che continua nel suo percorso di crescita a livello internazionale. La Champions è un sogno per ogni club. Nel nostro piccolo, possiamo perciò dire di aver realizzato un sogno», ha dichiarato il ceo Alberto Iacovacci al Corriere dello Sport.
Una presenza, quella della Iaco Group, ormai storica: partner esclusivo di UEFA e Lega Serie A da oltre un decennio. Non è un semplice incarico, ma una missione d’eccellenza artigianale che si rinnova ogni anno, come un rito sacro del calcio europeo.
La “Coppa dalle grandi orecchie”, come viene affettuosamente chiamata, ha dimensioni importanti: 73,5 centimetri di altezza per circa 10 chilogrammi di argento, realizzata con oltre l’80% di lavoro manuale. In un mondo che tende all’industriale, la Champions League mantiene viva la bellezza della creazione artigianale.
Ogni dettaglio è frutto di studio e perfezione. I manici, ad esempio, sono una sfida che solo mani esperte sanno affrontare: devono essere saldati all’anfora in maniera armonica, tanto da sembrare un tutt’uno con il corpo del trofeo. Questo passaggio, apparentemente semplice, è in realtà tra i più delicati e complessi dell’intero processo produttivo. Ci vogliono quasi tre mesi di lavoro per arrivare al capolavoro finito.
Dal 2005, la coppa porta incisi i nomi delle squadre vincitrici, memoria tangibile della storia del calcio. Dal 2009, invece, la UEFA trattiene l’originale, mentre alla squadra vincitrice va una replica ufficiale, anch’essa prodotta dalla Iaco Group. Un riconoscimento che ha valore simbolico e storico immenso, perché fatto con la stessa cura e lo stesso metallo nobile dell’originale.
Un’arte che ha reso l’Irpinia protagonista silenziosa dei sogni europei, in un connubio perfetto tra tradizione, tecnica orafa e passione sportiva. Una piccola realtà che porta alto il nome dell’Italia nel mondo, ricordandoci che dietro ogni grande impresa sportiva, ci sono storie di uomini, donne, mani, dedizione. C’è il Sud che lavora e crea eccellenza.
Questa sera il verdetto del campo decreterà il re d’Europa. Ma già sappiamo chi ha vinto nella gara dell’eccellenza e dell’ingegno artigiano: l’Irpinia e la sua coppa, simbolo che nessun trionfo è tale senza radici profonde e mani che sappiano sognare.
Ma non finisce qui: anche le coppe dell’Europa League e della Conference League portano la firma della Iaco Group. Un autentico triplete dell’eccellenza italiana, che fa sventolare la bandiera dell’Irpinia nel cielo delle grandi notti europee.

