Un’imponente colonna di fumo nero e maleodorante, causata da uno dei roghi più estesi degli ultimi anni nell’area nolana, ha oscurato il cielo sull’area nord del nolano e si è estesa fino al Mandamento Baianese, scavalcando i monti di Avella, è arrivata fino alla Valle caudina.
Le fiamme sono divampate intorno alle 18:00 del 28 maggio 2025, tra il CIS e l’Interporto di Nola, in un capannone del Lotto O, civico 1 di via Boscofangone, dove sono stoccati prevalentemente imballaggi e materiali legati alle attività logistiche.
I numerosi filmati postati sui social testimoniamo della violenza e della gravità del rogo.
Un gran numero di testimoni hanno raccontato di aver percepito un odore acre – sicuramente non salutare – a decine di chilometri di distanza, mentre una nube densa si innalzava a centinaia di metri di altezza, nel Baianese sono cadute anche faville e pezzi di carta carbonizzati.
Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco provenienti dai comandi di Nola e dai distaccamenti limitrofi, insieme ad autobotti e mezzi antincendio. Sul posto anche alcune ambulanze.
Grazie all’uso di schiumogeni specifici per contrastare l’elevato calore delle fiamme, i pompieri hanno circoscritto l’incendio in poche ore, impedendo che si propagasse agli stabilimenti vicini. L’epicentro del rogo continua però a divampare con violenza.
Al momento, non sono stati segnalati feriti né intossicati, ma le verifiche strutturali sull’edificio – che sviluppa 1.100 metri quadrati di superficie, comprensivi di un corpo uffici su tre livelli – proseguiranno nelle prossime ore per scongiurare rischi di cedimenti.
Parallelamente all’intervento dei caschi rossi, le forze dell’ordine hanno chiuso un tratto della SS7bis all’altezza dell’uscita “Nola/Interporto/CIS”, deviando il traffico verso la SS162dir e la SP42 in direzione Scisciano, in modo da garantire un corridoio libero ai mezzi di soccorso e tutelare la circolazione.
Sul versante ambientale, l’Arpac ha immediatamente dispiegato le proprie centraline mobili e fisse nelle frazioni di Polvica e Boscofangone per monitorare la possibile presenza di microparticelle derivanti dalla combustione di materiali sintetici.
I primi dati sulla qualità dell’aria sono attesi nelle prossime ore e saranno fondamentali per valutare eventuali rischi alla salute pubblica.
La nube di fumo non si è limitata ai confini comunali: il pennacchio di fumo irritante ha risalito i rilievi dei Monti di Avella, estendendosi fino al Mandamento Baianese e alla Valle Caudina, suscitando apprensione nelle comunità dei comuni limitrofi.
Come si raccomanda di routine – e in attesa di leggere i dati ufficiali – si raccomanda di non raccogliere e utilizzare prodotti agricoli.
Per questo motivo il sindaco di Nola ha convocato il Centro Operativo Comunale insieme a Protezione Civile, Vigili del Fuoco e responsabili Arpac, emettendo un’ordinanza di massima precauzione rivolta ai cittadini.
Nel provvedimento si invita a mantenere porte e finestre ben chiuse, a spegnere condizionatori e impianti di ventilazione che prelevano aria esterna e a limitare al minimo gli spostamenti all’aperto, specialmente in caso di vento proveniente da sud-ovest.
Nel frattempo, la Procura di Nola ha aperto un fascicolo per incendio e inquinamento ambientale, affidando ai tecnici dei Vigili del Fuoco indagini approfondite per accertare l’origine del rogo.
Fino alla diffusione dei dati analitici e al termine dei lavori di messa in sicurezza, le autorità invitano la cittadinanza a seguire esclusivamente gli aggiornamenti diffusi dai canali ufficiali del Comune di Nola, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.
Noi ci permettiamo di aggiungere anche le testate giornalistiche che svolgono il prezioso lavoro di informare – nella maniera più equilibrata e obiettiva possibile – i cittadini, secondo quanto previsto dalla Costituzione.
Seguiranno informazioni.

