L’epidemia di colera di metà Ottocento e la processione del 3 agosto a Baiano


 

 

Processione in onore di S. Stefano a Baiano, negli anni Venti del Novecento.

Il rapporto fra Baiano e S. Stefano Protomartire non si esaurisce nelle celebrazioni del 25 e 26 dicembre ma contempla altri due appuntamenti annuali: il 26 febbraio e il 3 agosto, entrambi connessi a due ben precisi eventi calamitosi verificatisi nei secoli scorsi.

In particolare, la processione che si svolge il 3 agosto è legata ad una epidemia di colera che nell’estate fra il 1854 e il 1855 imperversò nell’Italia meridionale ma, a differenza dei fatti del 1903, ampiamente noti e documentati, gli avvenimenti di metà Ottocento non sono altrettanto conosciuti, anzi la processione e i relativi festeggiamenti civili del 3 agosto sono collegati, nell’immaginario collettivo dei Baianesi, alla celebrazione del ritrovamento del corpo di S. Stefano, avvenuto, secondo la tradizione, nel 415 d.C. in Palestina.

In realtà la festa del 3 agosto in onore di S. Stefano a Baiano non deriva da tale ricorrenza (entrata nel ciclo liturgico dopo il decimo secolo e soppressa nel 1961) ma ha un’origine strettamente connessa alla realtà locale e ad un preciso avvenimento, descritto dal sacerdote baianese Giovanni Antonio Colucci in una sua breve memoria, vergata nel 1904.

Secondo tale documento, nel luglio del 1854 ci fu a Baiano una ferale epidemia di colera che causò parecchie vittime sicché il successivo 3 agosto, su iniziativa del citato sacerdote, si decise di portare in processione la statua di S. Stefano per le strade di Baiano.

Al ritorno in chiesa della processione

io premurai – scrive don Giovanni Antonio – il Sig. Parroco di quella chiesa Padre D. Stefano Montano, mio confessore, di fare promettere dal popolo di Bajano, una Seconda Festa se ci liberava dal colera, e lo stesso sig. Parroco, mi diede la sua stola e dal sacro Pergamo tenni una breve e fervorosa allocuzione al Popolo, che versava lagrime, e promisi a nome del Popolo, al Santo Protettore, di venerare il detto giorno 3 agosto, una festa di doppio precetto, perché anticamente era stato sempre giorno di lavoro. La promessa fu accolta dal Santo Protettore, e da quel giorno cessò il fiero flagello, e non più è comparso nel nostro paese.

Allo stato attuale della ricerca non sono noti documenti in grado di smentire la suddetta testimonianza, anzi – e fino a prova contraria – ad essa può annettersi un ragionevole margine di certezza per i due seguenti motivi: effettivamente don Stefano Montano fu parroco della chiesa di S. Stefano dal 1854 al 1857 ed effettivamente nel biennio 1854-1855 il Meridione fu interessato da una grave epidemia di colera. Unico dato che desta qualche perplessità riguarda il numero dei decessi avvenuti a Baiano nel mese di luglio negli anni 1854 e 1855 e che si attestò sulla fisiologica soglia di cinque morti nel luglio del 1854 e di sei nel luglio del 1855, mentre fu nel 1856 che, nello stesso mese, furono registrati a Baiano ben dodici decessi, di cui sette nella fascia 0-3 anni.

Bibliografia

S. Boccieri, Il Protomartire, Marigliano, Scuola Tipografica Istituto Anselmi, 1955.
O. Bocciero – A. Vecchione, Baiano. Terra Nostra! Casa Nostra!, Pratola Serra, Elio Sellino Editore, 2002.
P. Colucci, Cenni storici sul culto di S. Stefano Protomartire a Baiano, in O. Bocciero – A. Vecchione, Baiano e S. Stefano, Marigliano, LER Editrice, 2004.