Il Viale Italia di Avellino è stato minacciato dal cancro colorato del platano, una malattia devastante causata dal fungo Ceratocystis platani, ma oggi rinasce grazie a un ambizioso progetto botanico che unisce scienza, memoria e resilienza.

Il Viale Italia, ad Avellino, rappresenta da secoli un luogo di incontro, bellezza e identità. Nato nel XVIII secolo, questo lungo corridoio verde è stato per generazioni il “salotto della città”, dove la comunità si ritrovava per passeggiare, conversare e vivere la quotidianità immersa nella natura. I suoi maestosi platani, disposti in un doppio filare, hanno incorniciato il paesaggio urbano con eleganza e imponenza, diventando un simbolo paesaggistico e affettivo per gli avellinesi.
Ma negli anni Settanta, una minaccia silenziosa e letale ha messo in pericolo questo patrimonio verde. Il cancro colorato del platano, provocato dal fungo ascomicete Ceratocystis platani, ha iniziato a diffondersi con rapidità. Originario del Nord America, il patogeno è stato introdotto in Europa probabilmente durante la Seconda guerra mondiale, attraverso casse di legno infette utilizzate per il trasporto di materiali bellici. In Italia, la prima segnalazione risale al 1954 in Campania, dove distrusse intere alberature monumentali, ma è negli anni ’70 che la sua espansione ha raggiunto livelli critici.
La malattia agisce in modo subdolo e aggressivo, penetrando negli organi legnosi degli alberi attraverso ferite, attrezzi contaminati, radici interconnesse, vento e acqua. Una volta infettato, il platano mostra sintomi come disseccamenti improvvisi, necrosi e imbrunimenti del legno, fino alla morte dell’intera pianta in tempi brevi. Il Viale Italia ha visto morire molti dei suoi alberi storici, e con essi sembrava svanire un pezzo di memoria collettiva.
Di fronte a questa emergenza, la città di Avellino ha reagito con determinazione. A partire dagli anni Duemila, è stato avviato un piano di recupero che ha coinvolto enti locali, università e istituzioni europee. La scelta è ricaduta su una varietà clonale resistente: il Platanor vallis clausa, un platano brevettato in Francia, selezionato per la sua resistenza genetica al Ceratocystis platani. Ogni esemplare piantato lungo il viale è un clone identico, derivato da una singola pianta madre, capace di resistere alla malattia e garantire una nuova vita al viale.
Camminare oggi lungo Viale Italia significa attraversare un bosco di fratelli gemelli botanici, un paesaggio che conserva l’aspetto originario ma con una nuova forza vitale. In alcuni casi, per preservare la continuità storica, sono stati innestati rami clonali su platani monumentali ancora in vita, un gesto che unisce il passato e il futuro in un abbraccio simbolico e biologico.
Il progetto non si è fermato alla sostituzione degli alberi. Il censimento delle piante storiche, le sperimentazioni fitosanitarie e le misure di tutela continuano a essere attuate per garantire la sopravvivenza e la valorizzazione di questo patrimonio ambientale. La lotta contro il cancro colorato del platano è diventata anche un esempio di come la scienza possa dialogare con la cultura e l’identità di un territorio.
La storia del Viale Italia non è solo quella di una malattia e della sua cura. È la narrazione di una comunità che ha scelto di non arrendersi, di reinventare la propria bellezza urbana, di trasformare una ferita in occasione di rinascita. Il verde che oggi accompagna i passi degli avellinesi è il frutto di una scelta coraggiosa, un equilibrio tra innovazione botanica e memoria affettiva, tra tutela ambientale e orgoglio cittadino.

