Tentato femminicidio-suicidio a Cava de’ Tirreni: cerca di uccidere la moglie, poi tenta di suicidarsi ferendosi alla gola


Una lite coniugale scoppiata all’interno di un’abitazione in via Caselle, nella località Spugnata di Santa Lucia di Cava de’ Tirreni (SA), si è trasformata in una drammatica aggressione che ha lasciato un’intera comunità sgomenta.
Nella notte tra lunedì e martedì, un quarantenne, operaio impiegato nel settore dell’edilizia, ha colpito ripetutamente con un coltello la moglie trentaquattrenne, ferendola gravemente al collo, alla schiena e all’addome.

Nonostante le gravi lesioni, la donna è riuscita a fuggire, trovando riparo nell’appartamento dei genitori, situato nello stesso stabile. Proprio lì è crollata, priva di sensi, dopo aver invocato aiuto. L’uomo, subito dopo l’aggressione, ha rivolto l’arma contro sé stesso tentando di togliersi la vita, mentre i due figli della coppia – una bambina di dieci anni e un bambino di due – dormivano ignari nelle loro stanze.

Il rapido intervento dei sanitari e della Polizia di Stato ha evitato che l’evento avesse un epilogo ancora più tragico. La donna è stata immediatamente condotta all’ospedale “Santa Maria dell’Olmo” di Cava de’ Tirreni, dove è stata sottoposta a un intervento chirurgico d’urgenza e successivamente trasferita nel reparto di chirurgia.
Le sue condizioni, sebbene serie, non sarebbero tali da far temere per la sua vita.

Anche l’aggressore è stato operato dopo un peggioramento delle sue condizioni. Un’équipe specializzata proveniente dall’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno ha eseguito un delicato intervento alla giugulare.
Attualmente è piantonato in ospedale e si trova in stato di arresto con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal legame di parentela. I bambini sono stati temporaneamente affidati ai parenti.

Le prime indagini condotte dalla Questura di Salerno fanno emergere un quadro familiare segnato da tensioni e sospetti. Pare che tra i due ci fossero continui litigi, alimentati da una gelosia crescente che avrebbe spinto l’uomo a controllare persino il cellulare della compagna. Proprio uno di questi scontri avrebbe fatto esplodere la violenza repressa.

Lo sgomento si è diffuso rapidamente tra gli abitanti di Santa Lucia, increduli di fronte a un fatto così brutale, avvenuto in un contesto apparentemente normale. Molti descrivevano la coppia come una famiglia tranquilla e affiatata.

La vicenda, per quanto scioccante, si inserisce purtroppo in una triste e nota sequenza di episodi di violenza domestica. Non si può non pensare, con amarezza, al femminicidio avvenuto nel 2018, quando una donna del posto fu uccisa con decine di coltellate dal marito. Anche allora si parlò di un amore malato consumato nel silenzio.

Ancora una volta, i riflettori si accendono su una piaga sociale che continua a colpire con frequenza allarmante, consumandosi spesso tra le mura domestiche, dove la paura e l’isolamento impediscono alle vittime di chiedere aiuto prima che sia troppo tardi.