Una vita vissuta in punta di piedi: il ricordo di Salvatore Picardi.

Salvatore se n’è andato così come ha vissuto: in silenzio, con discrezione e con una gentilezza autentica che non ha mai avuto bisogno di farsi notare. Era una persona capace di dire sempre la parola giusta, quella che arrivava al momento opportuno e che sapeva infondere calma e fiducia. Spesso parlava della Provvidenza, non come un’idea lontana, ma come una presenza concreta a cui affidarsi nei momenti semplici e in quelli più difficili.

Per anni è stato una presenza quasi impercettibile, il vicino che non si vedeva e non si sentiva, ma che c’era sempre. Anche quando all’alba apriva la porta per andare al lavoro o rientrava a tarda sera, lo faceva con rispetto e silenzio, senza mai disturbare. In quel modo di essere c’era tutta la sua educazione, una forza tranquilla che non cercava attenzione e che si esprimeva nei gesti quotidiani. Spesso riusciva anche a strapparti un sorriso con quel suo modo di fare, delicato e ironico allo stesso tempo.

Nonostante la sua gentilezza, molte volte mi faceva arrabbiare: quando gli dicevo come si sarebbe dovuto comportare in certe  situazioni, ma lui puntualmente faceva l’incontrario. Ma anche in questo c’era qualcosa di tipico di Salvatore, quella testardaggine  che lo rendeva unico e indimenticabile.

Negli ultimi mesi ci si era persi un po’ di vista, da quando Salvatore si era trasferito a Monteforte. C’era sempre l’intenzione di andarlo a trovare, di passare per un saluto, rimandata di volta in volta tra gli impegni e la routine.
Un proposito rimasto sospeso, che oggi lascia spazio al rimpianto. Mancherà soprattutto quel suo “buongiorno” puntuale, ogni mattina, semplice e sincero, diventato col tempo una piccola certezza.

La vita non è stata sempre benevola con lui, ma Salvatore l’ha affrontata con dignità, senza clamore e senza lamenti, sostenuto da una fede sobria e profonda. Oggi si spera che abbia trovato quella pace che meritava.

Domani, 6 gennaio 2026, alle ore 12, nella cappella del cimitero di Avella, la sua urna sarà benedetta. Sarà un momento di preghiera e di ricordo per chi lo ha amato, per chi lo ha conosciuto anche solo di passaggio e per tutti coloro che ne sentono la mancanza.

Salvatore ci lascia in punta di piedi, ma il suo ricordo continuerà a vivere nei cuori di chi resta, nelle parole gentili, nei silenzi pieni di rispetto e in quei piccoli contrasti che oggi fanno sorridere il pensiero. Il mio rammarico è forse quello di non aver potuto fare di più per lui, ma il ricordo dei suoi gesti, della sua presenza discreta e di quel suo modo di farci ridere resterà con me per sempre.
Buon viaggio, amico mio.

(di Alessandro Siniscalchi)