Ad Avellino si sta delineando un percorso concreto per affrontare il disagio giovanile, con l’obiettivo di creare un movimento sano e inclusivo che coinvolga i ragazzi del capoluogo e della provincia. Il Tavolo istituzionale, attivo da febbraio e coordinato dal prefetto Rossana Riflesso, ha riunito attorno a sé le principali realtà del territorio: forze dell’ordine, ASL, Comune, Curia, Ufficio scolastico e magistratura. La parola chiave è ascolto, inteso come strumento per garantire ai giovani un punto di riferimento sicuro, discreto e competente.
Tra le prime azioni concrete, è prevista la distribuzione nelle scuole di un elenco aggiornato di centri di ascolto e strutture di supporto psicologico, accessibili in modo riservato. Questo intervento, operativo entro dieci giorni, mira a offrire ai ragazzi un luogo dove potersi confrontare con professionisti del settore. L’iniziativa non pretende di risolvere ogni problema, ma vuole essere un primo passo per rompere il silenzio e avviare un dialogo costruttivo.
Il progetto sarà sostenuto da una rete interistituzionale che comprende il Comune, la Curia, l’ASL e l’Ufficio scolastico, con l’intento di promuovere eventi tematici e momenti di aggregazione, come una “notte bianca” dedicata ai giovani subito dopo le elezioni di novembre. Il prefetto ha espresso il desiderio di coinvolgere anche esperti del diritto, magistrati e avvocati, affinché possano offrire ai ragazzi strumenti di comprensione e orientamento legale.
La collaborazione è considerata essenziale: ogni attore coinvolto è chiamato a partecipare in modo propositivo, senza frammentare gli sforzi in tavoli paralleli. L’obiettivo è costruire un percorso condiviso, capace di intercettare anche quei giovani che si sentono ai margini. Il movimento che si vuole generare è educativo, inclusivo e duraturo, con la speranza che da ogni singolo ragazzo raggiunto possano nascere nuove iniziative e nuove consapevolezze.
In parallelo, la Prefettura ha sottolineato l’importanza di analizzare congiuntamente i fattori di rischio che incidono sulla fascia giovanile, mettendo a sistema le buone pratiche già attive sul territorio e sviluppando nuove progettualità. La prevenzione e il benessere giovanile non sono slogan, ma obiettivi concreti che richiedono impegno, ascolto e azioni strutturate.

