Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha recentemente orientato il proprio intervento normativo verso la tutela rafforzata dei docenti e del personale scolastico, puntando su misure penali più severe in caso di aggressione e su un inasprimento dei provvedimenti disciplinari interni alle scuole.
Con la Legge 25/2024, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 4 marzo 2024, sono state modificate le disposizioni di cui agli articoli 61, 336 e 341-bis del Codice penale per estendere alle aggressioni ai danni del personale scolastico le stesse garanzie previste per il personale sanitario.
In particolare, l’arresto in flagranza diviene obbligatorio quando vengono arrecate lesioni a insegnanti o dirigenti durante lo svolgimento delle loro funzioni, valorizzando così la loro funzione pubblica e garantendo una risposta giudiziaria immediata agli episodi di violenza.
È stato inoltre introdotto il nuovo articolo 583-quater nel Codice penale, che configura un’aggravante specifica per chi cagiona danni, anche lievi, al personale scolastico nell’esercizio delle proprie funzioni.
Parallelamente agli interventi sul fronte penale, il Ministro ha avviato una revisione dei regolamenti interni al sistema scolastico, finalizzata a ripristinare l’autorevolezza dei docenti e a promuovere un clima di rispetto.
Attraverso l’iter di modifica del D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122, concernente la valutazione degli apprendimenti e del comportamento, e del D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249, che istituisce lo Statuto delle studentesse e degli studenti, si intende ridefinire i criteri per l’attribuzione del voto di comportamento e introdurre obblighi di cittadinanza solidale per gli studenti sospesi, che dovranno svolgere attività di utilità sociale presso enti convenzionati.
Un aspetto di grande rilevanza riguarda l’uso dei telefoni cellulari all’interno delle aule. Le nuove disposizioni prevedono che i dispositivi personali debbano rimanere spenti e custoditi in appositi contenitori all’ingresso dell’aula, salvo diversa indicazione da parte del docente per attività didattiche specifiche.
Il semplice possesso o utilizzo improprio comporta un richiamo formale e il ritiro temporaneo del dispositivo fino al termine della giornata scolastica. Qualora si accerti la registrazione audio o video senza autorizzazione, o la successiva diffusione sui social network dei contenuti ripresi in ambiente scolastico, lo studente incorre, oltre al ritiro immediato del telefonino, in un provvedimento disciplinare di maggior gravità: viene segnalato al consiglio di disciplina e può subire sospensioni fino a cinque giorni, con obbligo di elaborato scritto sulle norme di tutela della privacy e della dignità personale (ai sensi del Codice della privacy, D.Lgs. 196/2003, e del Regolamento UE 679/2016).
Se tali comportamenti costituiscono episodi di cyberbullismo o molestia nei confronti di compagni o docenti, si applicano le sanzioni aggravate previste dalla Legge 71/2017 sul contrasto al fenomeno, fino alla sospensione di durata compresa tra cinque e quindici giorni e all’attivazione di un percorso con esperti in mediazione e psicologia scolastica.
In caso di recidiva, lo studente riceverà un invito a colloquio con la famiglia e potrebbe vedersi attribuire un voto di comportamento inferiore alla sufficienza.
Per quanto concerne le sanzioni disciplinari più gravi, il Decreto Legge 30 aprile 2025 ha distinto in modo più netto le espulsioni temporanee sulla base della loro durata.
Le espulsioni fino a quindici giorni vengono applicate per infrazioni ripetute quali uso prolungato di cellulari non autorizzati, insubordinazione reiterata o mancato rispetto delle consegne scolastiche.
In questi casi, l’allontanamento dall’istituto è accompagnato da un obbligo di frequenza di un progetto di recupero presso la scuola e da un colloquio obbligatorio con lo psicologo scolastico.
Per le espulsioni che superano i quindici giorni, riservate alle condotte gravemente lesive dell’incolumità altrui (come aggressioni fisiche o verbali con minacce) e al possesso di sostanze illecite all’interno dei locali scolastici, il provvedimento è deliberato dal consiglio di disciplina su proposta del dirigente scolastico e richiede la preventiva audizione dello studente e dei suoi genitori.
In tali circostanze, allo studente è fatto divieto di accedere a iniziative extrascolastiche organizzate dall’istituto per tutta la durata dell’espulsione e, al rientro, dovrà sostenere un percorso di reintegrazione con tutoraggio individuale.
Il disegno di legge presentato il 30 aprile 2025 introduce anche misure sanzionatorie di natura economica, con multe da 500 a 10.000 euro per chi commette atti di violenza o minacce nei confronti del personale scolastico, nonché le modifiche all’articolo 380 del Codice di procedura penale per accelerare i procedimenti giudiziari a carico degli aggressori.
Inoltre, il provvedimento ridefinisce il sistema del voto di condotta: lo studente che ottiene il voto minimo (5) sarà automaticamente respinto, mentre chi si colloca su una sufficienza «ristretta» (6) dovrà partecipare a un corso obbligatorio di educazione civica con un colloquio finale per verificare il recupero comportamentale.
A complemento di queste iniziative, la Legge 150/2024 ha previsto l’obbligo per le scuole di acquisire il consenso preventivo delle famiglie per attività su tematiche sensibili, l’inasprimento delle sanzioni disciplinari fra cui l’introduzione di elaborati critici e ore di riflessione obbligatoria come misura alternativa alla sospensione e ulteriori misure educative volte alla rieducazione degli studenti.
Inoltre, ogni istituto dovrà pubblicare annualmente un rendiconto delle sanzioni irrogate e delle attività di recupero svolte, mentre i docenti saranno sottoposti a programmi di formazione continua su gestione del conflitto e mediazione.
Pur riconoscendo l’urgenza di garantire un contesto educativo sicuro e sereno, il Ministro Valditara ha più volte ribadito che queste misure rappresentano ipotesi normative suscettibili di ulteriori verifiche in sede parlamentare e di approfondimenti con le organizzazioni sindacali e le istituzioni del sistema educativo, con l’obiettivo di coniugare la tutela dell’integrità del personale scolastico con i principi di equità e professionalità della funzione docente.
Chiaramente, oltre a quanto previsto da tali misure, tutti i lavoratori della scuola, essendo anche liberi cittadini potranno ricorrere a querele e a quanto previsto dai codici civile e penale, indipendentemente da quanto possa disporre l’Istituzione Scolastica.
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