La II Edizione della Scuola di Educazione Politica si inaugurerà ad aprile 2026 tra Baiano e Napoli: appuntamenti da aprile a luglio con lezioni, dibattiti e ospiti di rilievo; iscrizioni aperte e programma rivolto a chi vuole trasformare la partecipazione in impegno concreto.
La notizia del prossimo ciclo formativo arriva dopo il grande successo della prima edizione, che ha registrato una partecipazione inattesa e
momenti pubblici di forte richiamo: la lectio magistralis di Giuseppe Conte a Baiano e gli interventi di docenti dell’Università Federico II hanno segnato la prima edizione come un evento capace di richiamare attenzione nazionale e locale. La nuova edizione, promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II e dal Centro di Ricerca IRES, con la collaborazione della rivista Rinascita e il coordinamento scientifico del prof. Franco Vittoria, riparte proprio da quell’onda di interesse per consolidare un percorso formativo che unisca rigore accademico e pratica civica.
La Scuola, nella prima edizione, ha saputo trasformare la frustrazione civica in partecipazione attiva, sottolineando come l’esperienza abbia restituito fiducia a molti giovani amministratori e cittadini impegnati sul territorio; questa osservazione mette in luce la funzione della Scuola come spazio di ricostruzione della coscienza civica e non solo come luogo di trasmissione di nozioni teoriche. Un secondo rilievo segnalato dallo stesso sito è la centralità dell’università come luogo di formazione politica e di confronto pubblico, un ruolo che la Scuola intende rafforzare offrendo strumenti per leggere i fenomeni istituzionali, economici e sociali con spirito critico e responsabilità democratica.
Il programma 2026, distribuito tra Baiano e Napoli da aprile a luglio, è pensato per restituire alla politica la sua dimensione culturale e collettiva: lezioni, seminari e tavole rotonde mirano a fornire strumenti teorici, storici e pratici per comprendere la democrazia contemporanea e per praticarla come impegno condiviso. La formula che ha funzionato nella prima edizione — ospiti autorevoli, dialogo tra accademia e società civile, attenzione ai temi locali e nazionali — viene ora ampliata e consolidata per rispondere alle sfide dell’astensionismo e della crisi della rappresentanza.
Partecipare significa non solo ascoltare, ma contribuire: la Scuola si propone come laboratorio in cui si sperimentano pratiche di cittadinanza attiva e si costruiscono reti tra studenti, amministratori, attivisti e operatori sociali. L’obiettivo dichiarato è chiaro: formare cittadini consapevoli e protagonisti della vita pubblica, capaci di trasformare la conoscenza in responsabilità collettiva. Per dettagli su calendario, modalità di iscrizione e relatori confermati, la Scuola pubblicherà a breve il programma completo e le modalità operative.
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