
L’atmosfera che ha accolto il folto pubblico al Teatro Colosseo di Baiano nel pomeriggio di oggi, 26 giugno 2025, è stata di quelle che restano a lungo impresse nella memoria: all’inizio, la “Young Orchestra” dell’IC Giovanni XXIII – G. Parini di Baiano-Sperone ha intonato l’Inno d’Italia con un piglio sorprendentemente maturo, per poi sorprendere tutti con una coinvolgente esecuzione dell’Inno alla Gioia di Beethoven.
In quel suggestivo e avvolgente abbraccio di note i giovani talenti hanno incarnato l’idea che sta al cuore della Scuola di Educazione Politica, capace di trasformare un semplice evento in un’esperienza condivisa, dove musica e cittadinanza si incontrano.
A introdurre i lavori, dopo l’ultimo accordo, è stato il professor Franco Vittoria, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e direttore scientifico del progetto, che ha ripercorso i contenuti dei sette incontri che hanno scandito questa prima edizione e ha presentato il tema (la leadership nel tempo della semplificazione della Polis) di quest’ultima lezione.
In particolare, Vittoria ha voluto rimarcare come la Scuola non si sia limitata a trasferire nozioni ma abbia sollecitato riflessioni e proposte, offrendo ai partecipanti diverse chiavi di lettura e strumenti concreti per orientarsi nella complessità del dibattito pubblico, con l’obiettivo di rendere più saldo il legame tra istituzioni e territorio.
Gaetano Manfredi, già Ministro dell’Università e della Ricerca e attuale sindaco di Napoli e presidente nazionale dell’ANCI, ha colto l’occasione per riflettere sulle qualità che dovranno caratterizzare il futuro leader di una coalizione progressista, sottolineando che non basta più la figura del “capo solitario”.
Manfredi ha richiamato la necessità di un profilo politico del leader in grado di ascoltare tutte le anime del campo moderato e di tradurre in proposte concrete le istanze provenienti dalla base, evitando il pericolo di ridurre la politica a mera sovrastruttura mediatica ed utilitaristica.
In particolare, pur riconoscendo il contributo di chi, come il governatore Vincenzo De Luca, ha guidato la Regione Campania per un decennio e ha ottenuto risultati concreti, ha avvertito che la vera sfida consiste nel ricucire il rapporto quotidiano tra amministratori e cittadini, restituendo credibilità a un processo decisionale sempre più distante dalla comunità.
All’interessante intervento di Manfredi è seguito uno dei momenti più attesi della serata, la Lectio Magistralis di Gianni Letta, figura da decenni al servizio dello Stato e della sua comunicazione istituzionale.
Letta ha ripercorso i suoi primi passi alla guida de Il Tempo, le quattro stagioni trascorse nel cuore dell’organizzazione dei governi Berlusconi e la successiva esperienza come gentiluomo di corte pontificia nei rapporti con la Santa Sede, ponendo in rilievo il valore della riservatezza e del senso del dovere. Ha spiegato come, in un’epoca dominata dalla semplificazione a tutti i costi, la vera leadership richieda la capacità di coniugare chiarezza e complessità, promuovendo un confronto serio sui fatti e un servizio allo Stato disancorato dalle logiche di schieramento.
Nella parte finale del convegno gli alunni dell’Istituto comprensivo locale, protagonisti dei concorsi nazionali “Vorrei una legge che…” e “Testimoni dei diritti” hanno presentato le due proposte nate nei laboratori coordinati dal dirigente scolastico Pasquale Napolitano.
La prima intende istituire un Consiglio Giovanile Comunale per gli studenti tra gli 11 e i 18 anni, con funzioni di osservatorio sulle politiche scolastiche e culturali; la seconda propone di dedicare nelle scuole un Giorno Nazionale dei Diritti dei Minori, per sensibilizzare e ricordare i principi fondamentali che regolano la tutela dei più giovani. Con queste iniziative, i ragazzi hanno mostrato come si possa passare dal sogno alla concretezza, mettendo all’opera le competenze acquisite durante i sette appuntamenti.
Questa interessante stagione della Scuola di Educazione Politica, che ha visto susseguirsi approfondimenti sui meccanismi di governo, sulle dinamiche della comunicazione politica e sui fondamenti dell’educazione civica, si chiude – dunque – come un’esperienza di grande successo.
L’entusiasmo degli ospiti, la partecipazione attiva dei giovani e il contributo dei relatori di rilievo nazionale attestano la validità di un progetto che, partendo dal Baianese, ambisce a diventare un punto di riferimento per l’intera Campania e oltre, seminando idee e promuovendo una cittadinanza sempre più consapevole e “attiva”.
In un tempo in cui la leadership è spesso ridotta a semplice immagine, e l’urgenza prevale sulla profondità, il Professor Franco Vittoria si distingue come raro esempio di autentico Maestro. Con la sua Scuola di Formazione Politica, ha mostrato cosa significhi davvero guidare: non dettare soluzioni immediate, ma formare coscienze critiche, coltivare pensiero, generare responsabilità, mettersi in discussione e confrontarsi con gli altri. Egli si è sforzato di restituire dignità al sapere, offrendo ai giovani e alla comunità un luogo di crescita culturale, civile e morale.
Con rigore intellettuale, passione educativa e un profondo senso delle istituzioni, il Prof. Vittoria ha seminato consapevolezza e speranza, ispirando una nuova generazione al culto della competenza, dell’impegno e della responsabilità pubblica.
Quest’ultima lezione, dedicata proprio al tema della leadership, ha dato forma e senso a un percorso che lui stesso ha incarnato: guida autentica è chi sa educare all’autonomia, non chi cerca seguaci.
A lui vanno gli apprezzamenti degli allievi del corso, per la visione, per la dedizione, per il coraggio di credere che l’educazione sia il primo, imprescindibile atto politico, che educhi ad agire per promuovere la Democrazia opponendosi efficacemente alle autocrazie e alle tecnocrazie emergenti.


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