Il Sud Italia come un atleta forte tra potenzialità e sfide del futuro

Pensieri e riflessioni del dott. Salvatore Guerriero, Presidente Nazionale ed Internazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO Direttore generale AGENZIA EUROMEDITERRANEA DI SVILUPPO

I recenti dati sull’occupazione ci raccontano un’Italia che cresce, ma soprattutto un Sud che sorprende. È proprio il Mezzogiorno a trainare l’aumento dell’occupazione, con percentuali di crescita superiori a quelle del Nord e del Centro. Una buona notizia, che conferma come il Sud, spesso descritto come debole, oggi si stia muovendo con passi importanti.

Ora possiamo immaginarlo come un atleta forte, dotato di energia, di potenzialità, di passione. Ma come ogni atleta, non basta la forza naturale. Gli servono allenamento, disciplina, formazione. Solo così l’atleta può trasformare il talento in vittoria.

Il Sud possiede un patrimonio unico con giovani pieni di idee, fantasia, volontà e sogni. Non mancano i laureati, anzi le Università del Mezzogiorno stanno formando un numero crescente di giovani qualificati che potrebbero dare un contributo decisivo allo sviluppo della loro terra.

Il problema è che troppo spesso questi talenti guardano altrove. Cercano opportunità fuori dal Sud, e sempre più spesso fuori dall’Italia. Una perdita dolorosa, che impoverisce il Mezzogiorno e ne rallenta la crescita.

Il vero obiettivo deve essere quello di rendere il Sud una terra in cui i giovani possano non solo formarsi, ma anche crescere, lavorare e vivere. Significa offrire prospettive concrete, accompagnare l’istruzione con una formazione mirata all’approccio al lavoro, dare strumenti per affrontare la realtà che li circonda. Significa anche alimentare l’amore per la propria terra, perché il futuro si costruisce dove si sente di appartenere.

C’è un divario ancora da colmare, infatti nascere al Sud, purtroppo, significa ancora oggi partire con uno svantaggio cioè  avere meno opportunità, più ostacoli stando un passo indietro rispetto a chi nasce in altre aree del Paese. Eppure la tecnologia, la rete, l’intelligenza artificiale e l’innovazione stanno aprendo nuove possibilità, rendendo più omogenee le condizioni e offrendo strumenti per competere alla pari.

Quindi la  vera sfida politica e strategica è quella di consentire a  questo “atleta” – il Sud –  di vincere davvero la sua gara con una strategia chiara e condivisa, partendo dal basso, con l’impegno dei territori e delle comunità locali, dal livello nazionale, con politiche mirate a ridurre i divari e trattenere i talenti, fino all’Europa che deve valorizzare tradizioni, capacità e potenzialità, investendo con decisione in innovazione, ricerca e intelligenza artificiale.

Il Sud è un atleta che può correre forte, ma deve essere messo nelle condizioni di allenarsi bene, con ambizione sana e strumenti adeguati. La gara non è solo sua, ma di tutto il Paese, perché l’Italia senza il Sud non può vincere davvero.